Luino | 8 Maggio 2020

Coronavirus, “Le conseguenze psicologiche le vedremo tra un po’: prevenire è meglio che curare”

Pubblichiamo una lettera dello psicologo e psicoterapeuta luinese Roberto Viganoni, che analizza dal punto di vista psicologico le conseguenze dell'epidemia

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Si è aperta da alcuni giorni la fatidica Fase 2, che segue lo stato di crisi sanitaria legato all’epidemia di Covid-19 e alle azioni di contenimento del contagio, e che vuole lentamente aiutare il Paese a ripartire, portando gli italiani a scoprire e ad abituarsi alla cosiddetta “nuova normalità”.

È proprio relativa a come la popolazione affronterà i cambiamenti che stanno sconvolgendo la società, la lettera inviata alla redazione da Roberto Viganoni, psicologo e psicoterapeuta, che pubblichiamo di seguito. Il professionista luinese aveva già scritto alla redazione dopo l’inasprimento delle restrizioni del lockdown in marzo, in merito alla paura legata alla trasformazione repentina della normalità.

Viganoni affronta il delicato tema delle conseguenze psicologiche che travolgeranno la popolazione, le cui conseguenze emergeranno tra qualche tempo e che potranno anche influire sulla ripresa dell’economia del Paese.

Lo psicoterapeuta luinese suggerisce delle vie da intraprendere per prevenire e arginare questi problemi, con l’obiettivo di “Portare all’attenzione degli amministratori l’importanza di creare un sistema di prevenzione, gestione e di cura degli aspetti psicologici della popolazione”.

Di seguito il testo completo del dottor Viganoni.

“Il buio dell’anima”

L’umanità sta affrontando una condizione che ha sconvolto la vita di molti e cambiato la vita di tutti. La società contemporanea è caratterizzata da un tono emergenziale. L’impressione è di un sistema che insegue le situazioni piuttosto che anticiparle. È fuori dubbio che ci siano condizioni prevedibili e altre no. Da clinico osservo con preoccupazione quanto sta accadendo a livello sanitario.

Occupandomi sia di psicoterapia sia di psicologia dell’emergenza vorrei lanciare un segnale di attenzione perché le conseguenze psicologiche di quello che stiamo vivendo oggi lo vedremo solo fra qualche tempo.  Esattamente come per il virus anche il disagio emotivo necessita di un tempo di incubazione prima di manifestarsi. Mettendo in campo interventi strutturati è possibile anticiparlo. La prevenzione viene bistrattata alloccando le risorse su aspetti di cura-interventistica nel momento in cui la problematica si manifesta. Ciò comporta secondo molti studi un esborso economico molto maggiore che se si fosse intervenuti per tempo.

Troppo spesso ci si dimentica che l’Organizzazione mondiale della sanità definisce la salute come uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. La mia preoccupazione è che a seguito di un’emergenza sanitaria possa svilupparsi un’emergenza psicologica e sociale. In questi giorni si sente spesso parlare di problematiche economico-finanziarie e di stanziamento di risorse, ed effettivamente è una vera e propria tragedia. A mio avviso ci si dimentica troppo spesso della circolarità dei fenomeni.

Mi spiego meglio. Se la popolazione presenta dei disagi psicologici anche la ripresa economica ne risulterà fortemente compromessa. Basti pensare all’effetto di una condizione depressiva sulla resa produttiva di un essere umano: scarsa concentrazione, mancanza di entusiasmo, visione pessimistica, etc. Sfido chiunque a lavorare con profitto in tale condizione. L’obiettivo di questa lettera è portare all’attenzione degli amministratori l’importanza di creare un sistema di prevenzione, gestione e di cura degli aspetti psicologici della popolazione.

Chiunque come il sottoscritto abbia lavorato nel servizio pubblico sa perfettamente che le risorse a disposizione sono troppo limitate per rispondere in maniera efficace ai bisogni collettivi. Non è nemmeno pensabile delegare, come ahimè avviene, alle associazioni di volontariato il compito di rispondere a dei bisogni di cui ci si dovrebbe occupare a livello centrale. Oggi è possibile ipotizzare un aumento significativo dei disturbi d’ansia, dell’umore, acuti e post-traumatici da stress oltre che di adattamento. Non c’è più tempo, bisogna intervenire adesso. Non è più possibile utilizzare il: faremo, dovremo, penseremo etc. è arrivato il momento di agire!

Ciò oltre a portare degli indubbi benefici a livello della salute pubblica avrebbe il vantaggio di portare anche un risparmio di risorse economiche nel tempo. La mia proposta è semplice, sarebbe necessario affiancare ai medici e ai pediatri di famiglia la figura dello psicologo di base come già sperimentato in alcune Province con la funzione di effettuare uno screening e identificare i soggetti che sono a rischio di sviluppare o che hanno già sviluppato problematiche psicopatologiche. Gli studi pilota sull’introduzione di questa figura hanno messo in evidenza la riduzione di prescrizioni farmacologiche che spesso erano legate a somatizzazioni e malesseri emotivi più che a patologie organiche con un enorme risparmio per il Sistema sanitario nazionale.

Sarebbe altresì opportuno attivare a livello territoriale dei presidi di psicoterapia convenzionata sul modello inglese. Oggi in Italia la psicoterapia è fondamentalmente una cura a carattere privato. Questo ovviamente crea delle forti discriminazioni fra chi ha la possibilità di accedere a questi servizi e chi invece deve rinunciare. Penso che tutti debbano poter accedere a cure di qualità. Sarebbe semplice istituire una lista di psicoterapeuti che esercitano sul territorio e che siano convenzionati col Servizio sanitario nazionale così da poter raggiungere le persone che ne hanno necessità. Un servizio che tenga conto del reddito e che sia a esso proporzionale. Questo sistema permetterebbe un doppio vantaggio, una migliore salute pubblica e nel tempo un grosso risparmio
per le casse dello Stato.

Qualcuno un tempo disse: prevenire è meglio che curare. Fatto salvo che a volte la cura si rende necessaria e che debba sempre essere la migliore possibile, possiamo dargli torto?

Dr. Roberto Viganoni
Psicologo – Psicoterapeuta

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