Varese | 6 Maggio 2020

In coda per il caffè d’asporto: il 20% dei bar del Varesotto ha attivato il servizio

Aperti per ritiro di cibo e piatti pronti anche il 10% dei ristoranti. Fipe: "Ben venga, ma servono contributi a fondo perso e sospensione imposte e tasse rifiuti"

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“La partenza del servizio di asporto, in provincia di Varese dà risultati incoraggianti: lunedì si sono fatti trovare pronti e hanno subito aderito il 20 per cento dei bar e pub e il 10 per cento di ristoranti e pizzerie“. Giordano Ferrarese, presidente provinciale di Fipe e consigliere nazionale della Federazione pubblici esercizi, così commenta la partenza del servizio d’asporto, previsto dall’ultimo DPCM firmato dal premier.

“Per il momento”, aggiunge, “l’asporto è stato attivato soprattutto dalle attività a conduzione famigliare, ma so che altri si stanno organizzando e che entro il fine settimana, in previsione del week-end della Festa della Mamma, la percentuale delle adesioni si alzerà sensibilmente“.

Ferrarese, in piena sintonia con il presidente nazionale Lino Stoppani, continuerà comunque a portare avanti le istanze della categoria, tra le più massacrate dal lockdown: “Ribadisco la necessità della sospensione, e
non della proroga, per tutto il 2020 di tasse e imposte comunali. A ciò vanno poi aggiunti dei contributi statali a fondo perso che ci consentano ad esempio di pagare gli affitti dei locali e di applicare tutte le norme di
carattere igienico-sanitario che saremo chiamati a rispettare, a tutela nostra e dei clienti”.

Altre richieste rimesse sul tavolo, sono quelle della cancellazione del plateatico (o almeno di una forte riduzione) e quella di potere tornare a usufruire dei voucher, quelli adottati fino al 2016.

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