Canton Ticino | 16 Aprile 2020

Coronavirus, Ticino: la ripartenza dopo il 26 aprile. Ecco cosa cambia da lunedì

Si allunga di una settimana il periodo di limitazioni, su richiesta delle istituzioni cantonali. Riapertura parziale dei cantieri ma solo a gruppi di lavoro ridotti

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Allentare le attuali misure anti contagio in Ticino sarà possibile solo dal 27 aprile, sulla base dei riscontri che giungeranno da un’ulteriore settimana di restrizioni, quella che seguirà la giornata di domenica, inizialmente stabilita come capolinea dello stato di necessità istituito a marzo.

E’ il Consiglio di Stato a renderlo noto, sulla base delle impressioni raccolte dallo Stato maggiore cantonale di condotta (il comitato che monitora la pandemia sotto tutti i suoi aspetti) tra cui quelle che riguardano le strutture sanitarie, il cui sistema è attualmente definito come fortemente sotto pressione e vicino al limite massimo: da qui la decisione di riorganizzare l’assetto ordinario e predisporre alcuni ospedali esclusivamente alla cura dei pazienti Covid (il Cantone nelle ultime ventiquattro ore ha registrato sei decessi e ventisei nuovi casi positivi).

Restano tre i principali ambiti di osservazione per le prossime settimane, che diventano quindi decisive, anche in territorio ticinese, per comprendere come e quando attuare i primi provvedimenti finalizzati alla parziale riapertura e alla ripartenza.

Le strutture turistiche rimangono chiuse, ad eccezione degli alberghi già autorizzati ad accogliere il personale impegnato in attività legate all’emergenza, con l’obbligo per i gestori a non ricevere contemporaneamente più di cinquanta persone, garantendo norme igieniche accresciute, distanziamento sociale e limitando l’accesso agli spazi (niente bar, aree fitness, spa e servizi di questo genere).

Sui cantieri i lavori restano in larga parte sospesi, con eccezioni riguardanti gruppi di addetti composti da un massimo di dieci persone, autorizzati dal comitato che coordina la crisi e che valuta ogni singola richiesta di deroga e caso specifico.

L’ultimo area con margini di operatività è ovviamente quella industriale. “Fatte salve le industrie della filiera socio sanitaria, chimico farmaceutica, medicale e alimentare, le altre industrie che intendono impiegare contemporaneamente oltre il 50% del personale attivo a regime ordinario devono, se superano i dieci dipendenti impiegati contemporaneamente, chiedere un’autorizzazione allo SMCC (Stato maggiore cantonale di condotta, ndr) per attività non procrastinabili o di interesse pubblico”. Questa la linea dettata dal Consiglio di Stato.

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