Maccagno con Pino e Veddasca | 27 Marzo 2020

Maccagno, “Io resto a casa”: l’emergenza coronavirus vista con gli occhi di uno studente delle medie

Il messaggio di un alunno dell'istituto "Leonardo da Vinci", tra attività e relazioni che vengono meno e la lucida consapevolezza dei necessari sacrifici da compiere

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Da alcune ore Maccagno con Pino Veddasca è entrato nella lista dei paesi dell’alto Varesotto colpiti dal coronavirus, dopo la segnalazione del primo caso, confermato ieri dal sindaco Fabio Passera, e l’attivazione di tutte le misure di sicurezza e sostegno previste dai protocolli.

Oggi, “il giorno dopo“, la comunità si sveglia avvolta in un’atmosfera fatta di mille interrogativi, che sfiorano tutte le incertezze rispetto a quello che succederà da questo momento in avanti, ora che anche nel piccolo borgo lacustre al confine con la Svizzera diventa più complicato sentirsi al sicuro.

E’ normale chiedersi quando finirà – scrive il sindaco Passera tramite il proprio profilo Facebook – quanti danni farà ancora questa maledetta epidemia, se alla fine riusciremo ad uscirne indenni. Ma adesso è arrivato il momento di sentirsi una comunità sola, e adesso è il momento di mettere in pratica tutti i comportamenti che possono aiutarci a farlo finire al più presto, questo incubo che stiamo vivendo”.

L’appello al senso di responsabilità che ognuno deve sforzarsi di seguire e di mettere in pratica nelle scelte di ogni giorno, arriva anche dalla scuola secondaria “Leonardo da Vinci”, o per meglio dire da un alunno dell’istituto, da ciò che il suo sguardo e i suoi sentimenti percepiscono rispetto al caos del mondo fuori, all’emergenza coronavirus, alle giornate senza compagni di classe, amici, compagni di squadra. Senza sport, senza hobby, senza incontri e senza insegnanti, ma con la consapevolezza che per uscirne il ruolo di ogni singolo resta determinante.

Di seguito il suo messaggio.

Dal 24 Febbraio hanno chiuso le scuole e la parola d’ordine è diventata “restiamo a casa”… perché?

Il mondo intero è stato messo in ginocchio da un nemico invisibile che sta facendo molte vittime e ha creato enormi problemi dal lavoro all’economia; un virus che ha scatenato una vera e propria guerra.Le immagini che si vedono al telegiornale, come quella dei camion militari che trasportano le bare, sono impressionanti e sembrano proprio immagini di guerra.

Le nostre giornate sono cambiate, noi ragazzi facciamo lezione davanti a un computer e non più tutti insieme in classe, e non possiamo più uscire per andare a fare gli allenamenti del nostro sport preferito.

È difficile, ma dobbiamo fare uno sforzo e rispettare queste regole, in modo tale da arginare il contagio. Lo dobbiamo anche fare per rispetto nei confronti di tutte quelle persone come, medici, infermieri e protezione civile, che ogni giorno lavorano per aiutare i malati e rischiano la loro vita per la nostra.

Speriamo che questa situazione si risolva al più presto possibile e anche noi ragazzi possiamo trarre un insegnamento da questo brutto momento, come capire che occorre rispettare le regole e le persone che lavorano, avere più tolleranza e aiutarsi rciprocamente, perché il virus colpisce tutti indistintamente.

Dario Zanini

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