Su Facebook i lavoratori dell’azienda si riconoscono con orgoglio dietro la qualifica di “artigiani del riposo“, ma oggi la Griggioflex di Laveno Mombello, al pari di altre realtà del territorio e sulla scia di quello che sta accadendo in tutta Italia tra vari settori imprenditoriali, ha deciso di cambiare passo e di portarsi in prima linea nella lotta al Coronavirus.
Tra letti, materassi, reti, guanciali, divani e arredi vari, i meccanismi della produzione, grazie alle proprietà dei materiali impiegati, sono stati in parte convertiti per realizzare mascherine, e partecipare così, direttamente, alla ricerca di alternative che pongano un argine ai tempi di attesa per i rifornimenti, che in tanti casi impediscono ai cittadini di munirsi dei dispositivi di protezione individuale, fondamentali per tenersi alla larga da potenziali contagi.
La Griggioflex però non produce presidi medici, almeno per il momento, e questo è il primo aspetto dell’iniziativa che viene subito messo in chiaro dai suoi ideatori, ma ciò non toglie al contributo la sua essenza: rinnovare la vicinanza a cittadini e clienti davanti alla complessità del momento; prendersi cura di loro in modo alternativo, fornendo validi strumenti di difesa da spendere nella quotidianità per prevenire il più possibile i contagi di Covid-19.
Le mascherine del marchio lavenese, disponibili come un qualsiasi altro prodotto, sfogliando i contatti dell’azienda, “sono realizzate con tessuto sanitex composto da cotone (65%) e poliuretano (35%). Quest’ultimo – spiegano dalla Griggioflex – è applicato per spalmatura ed è esterno, per impedire l’effetto droplet (perdita di goccioline che sono tra le principali fonti di contagio, ndr). Il tessuto è antimicrobico, antimicotico, antiacaro, impermeabile e traspirante. Possono essere pulite, sia in acqua che a vapore, e sono quindi riutilizzabili fino a sessanta lavaggi“.
“Da settant’anni ci occupiamo di far dormire bene e in modo confortevole le persone – spiega il titolare Renato Griggio – ora i primi riscontri positivi arrivano anche dalle mascherine per la protezione della vie aree, i cui campioni sono stati recentemente inviati al Politecnico di Milano, che ci darà indicazioni sulla possibilità di soddisfare gli standard per l’utilizzo in ambito sanitario“.
In paese intanto le richieste si moltiplicano, con la carenza di mascherine che coinvolge i commercianti (quelli ancora aperti in base alle disposizioni), le forze dell’ordine, i dipendenti comunali. Molte persone, come sottolinea Griggio, sono costrette ad utilizzare delle versioni usa e getta di scarsa qualità, che l’azienda del paese lacustre spera di poter presto sostituire con modelli più efficienti ed affidabili.
“La loro comodità e la regolazione sono già stati riconosciuti come punti di forza del prodotto – afferma in conclusione, fiducioso, Renato Griggio -. Attendiamo risposte da Milano, ma nel frattempo siamo già al lavoro per studiare anche una linea dedicata ai bambini”.
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