Ora che la quotidianità di ogni lombardo è messa fortemente alla prova dal nuovo dpcm che riduce sensibilmente le possibilità di movimento fuori dal proprio domicilio, e dunque le interazioni sociali, si manifestano anche i primi “effetti collaterali” della misura, che raggiungono i soggetti ai quali sono principalmente indirizzati i benefici delle ulteriori e rinforzate restrizioni: gli anziani.
A testimoniarlo, a margine di una lunga giornata caratterizzata da innumerevoli quesiti dei cittadini, dubbi e risposte che solo in parte hanno chiarito i comportamenti da mettere in atto e quelli da evitare, è il breve messaggio inoltrato alla nostra redazione da una cittadina, che con l’entrata in vigore del decreto si è ritrovata a fare i conti con un muro legislativo posto tra sé e l’anziana madre, ospite di una struttura sanitaria del territorio.
“Oggi vorrei porre l’attenzione sulle persone più fragili, gli anziani non autosufficienti – ci scrive nella sua lettera – in particolare quelli ospiti delle RSA (residenze sanitarie assistenziali, ndr) dove a scopo precauzionale, salvo eccezioni autorizzate, non si possono svolgere le consuete visite dei parenti, con il conseguente obbligo, per gli ospiti stessi, a rinunciare alla presenza rassicurante di chi condivide la propria vita con queste persone”.
“Tra queste c’è la mia cara mamma – prosegue ancora l’autrice del messaggio – e a loro rivolgo un amorevole pensiero, con la speranza che trovino nella sensibilità del personale un punto di riferimento certo, in un momento così difficile”.
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