La Polizia cantonale segnala un aumento delle cosiddette “telefonate shock”, raggiri telefonici che prendono di mira in particolare le persone anziane in Canton Ticino. Nelle ultime settimane sono infatti stati registrati diversi tentativi di truffa messi in atto da individui che si spacciano per agenti di polizia, medici o parenti delle vittime.
Secondo quanto comunicato dalle autorità, dal 1° gennaio 2026 ad oggi sono stati segnalati numerosi tentativi di raggiro. In quattro casi la truffa è purtroppo andata a segno, con un danno economico complessivo pari ad alcune centinaia di migliaia di franchi.
Per questo motivo la Polizia cantonale ha deciso di lanciare un nuovo appello alla popolazione, invitando familiari, conoscenti e tutte le persone che assistono o rappresentano un punto di riferimento per gli anziani a prestare la massima attenzione a questo fenomeno.
Il meccanismo della truffa è sempre simile. La vittima riceve una telefonata da una persona che si presenta come funzionario di polizia e comunica che un parente è rimasto coinvolto in un grave incidente. Per evitare conseguenze penali o un arresto sarebbe necessario versare immediatamente una cauzione in denaro.
In altri casi il truffatore si finge invece medico e racconta che un familiare è ricoverato in ospedale e necessita di cure urgenti o sperimentali molto costose e non coperte dall’assicurazione. L’urgenza viene utilizzata come leva psicologica per convincere la vittima a consegnare rapidamente il denaro richiesto.
Una terza modalità vede i malintenzionati presentarsi come nipoti o parenti stretti. Dopo aver instaurato un rapporto di fiducia, spiegano di avere bisogno di denaro per concludere un affare, spesso immobiliare, che rischierebbe di sfumare senza un intervento immediato.
Secondo quanto spiegato dalle autorità, i truffatori sono particolarmente abili nel costruire situazioni credibili. Una volta iniziata la telefonata cercano di non permettere alla vittima di interrompere la conversazione, mantenendola costantemente in linea sia su telefono fisso sia su cellulare.
A questo punto la persona viene guidata a prelevare denaro presso banche o uffici postali oppure a raccogliere oggetti di valore custoditi in casa, come gioielli e oro. Successivamente viene organizzato un incontro per il ritiro del denaro o dei beni.
Per proteggersi da questi raggiri, la Polizia cantonale invita a mantenere sempre un atteggiamento prudente quando si ricevono telefonate con richieste di denaro. In caso di dubbi è consigliato interrompere la conversazione e contattare immediatamente un familiare o una persona fidata per verificare quanto raccontato.
Le autorità ricordano inoltre di non fornire mai informazioni sui propri averi, né su quelli custoditi in casa né su quelli depositati in banca, e di non consegnare denaro o oggetti di valore a sconosciuti. In presenza di una chiamata sospetta è possibile contattare subito la polizia chiamando il numero di emergenza 117.
Tra le ulteriori precauzioni suggerite vi è anche la possibilità di bloccare le chiamate anonime e di rimuovere il proprio numero dagli elenchi telefonici online cliccando qui. Informare parenti e conoscenti dell’esistenza di queste truffe rappresenta un altro passo importante per ridurre il rischio che altre persone possano cadere nella trappola.
Ulteriori informazioni e consigli sono disponibili consultando il portale dedicato alla prevenzione delle truffe telefoniche sul sito delle autorità cantonali.
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