In attesa di un primo significativo bilancio sull’andamento dei contagi, limitare i contatti sociali è il monito fondamentale per ogni cittadino, soprattutto per quanto riguarda i comuni lombardi. L’emergenza sanitaria è ormai nota, quella economica incombe, ma le misure adottate dal Governo e sottoscritte dalle regioni non devono alimentare il panico, che va combattuto con la consapevolezza di quanto l’insieme delle precauzioni svolga un ruolo fondamentale sulla strada per il ritorno alla normalità.
Questo, in poche righe, il riassunto del pensiero di una delle figure chiave nel costante monitoraggio del Covid-19, tra il dipartimento di Malattie infettive dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano e l’unità di crisi allestita da Regione Lombardia. Il suo nome è Giuliano Rizzardini, direttore del dipartimento citato, originario di Luino.
Il virologo nella giornata di ieri, martedì 3 marzo, ha illustrato il suo punto di vista sulla situazione italiana attraverso le pagine milanesi de Il Corriere della Sera. Intervistato da Simona Ravizza, ha posto l’accento su un aspetto in particolare dell’epidemia e del virus: il suo tasso di replicabilità, cioè il numero di persone (in origine 2,4) che ogni soggetto infetto può raggiungere, trasmettendo i sintomi e dunque la malattia.
“Per arrivare a dire che la corsa al virus si sta arrestando ci vogliono più giorni di seguito in cui risulta che un malato infetta solo un’altra persona, fino ad arrivare a meno di una persona”, ha spiegato Rizzardini, e poi ancora: “Un primo bilancio per capire se le misure adottate stanno avendo effetto sarà possibile farlo venerdì, quando saranno passati i 14 giorni di incubazione del ‘Paziente Uno'”. Per lo stesso motivo Regione Lombardia, alla fine della scorsa settimana, aveva auspicato un’estensione di tutte le misure già in vigore, recepita e confermata dal consiglio dei ministri, mentre ora la prospettiva è quella di procedere con un’ulteriore proroga, particolarmente incisiva, per le scuole di ogni ordine e grado: la chiusura fino a metà mese.
Nel frattempo, con il passare dei giorni, il numero dei contagi è balzato dalle poche decine di fine febbraio agli oltre 2500 casi di oggi, con ottanta decessi a livello nazionale. La curva ha già subito delle inflessioni, come avvenuto il 29 febbraio, ma servirà un’inversione concreta della tendenza per incontrare i primi benefici delle restrizioni che stanno segnando la quotidianità di ognuno.
Le risposte da numeri e statistiche arriveranno, intanto, ribadisce in conclusione il virologo luinese, sempre tramite Il Corriere, ridurre i contatti sociali rimane una dinamica di vitale importanza.
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