Valceresio | 13 Febbraio 2020

Valceresio, isolamento e poca efficienza: “Ripensiamo il trasporto pubblico locale”

Legambiente riaccende l'attenzione sulla necessità di integrare diversamente autolinee e sistema ferroviario. "Ripartire dalle stazioni, seguendo il modello svizzero"

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Nonostante la riattivazione della linea ferroviaria Porto Ceresio – Varese – Milano e l’apertura al traffico dell’Arcisate – Stabio, nel 2017, sul territorio c’è chi continua ad osservare con perplessità l’organizzazione del trasporto pubblico locale attorno all’area lacustre, e in modo più ampio lungo le direttive che conducono a collegamenti strategici e importanti nella quotidianità di tante persone: Milano, Como, il Canton Ticino.

Per Legambiente Valceresio è il momento di dare una svolta al modo con cui si integrano ferrovie ed autolinee, partendo da un’idea centrale e inamovibile: le stazioni come punto fisso di arrivo e di partenza, lasciandosi ispirare dal modello svizzero in uso al confine con il Varesotto.

A spiegare meglio l’esigenza, attraverso le pagine de La Prealpina, è il vicepresidente dell’associazione, Marco Comolli: “Il modello del trasporto pubblico locale ricalca attualmente i modelli degli anni Cinquanta. Le linee sono sempre le stesse da tempo immemore, con doppioni assurdi e autobus che fanno giri contorti per toccare più località intermedie possibili. Il sistema, da questo punto di vista, andrebbe semplificato, reso più agile e mirato. Inoltre sarebbe necessario innervare una fitta rete di autobus sulle stazioni, creando una rete extraurbana che convogli e dreni il traffico sulle fermate del treno”.

Il tutto fa parte di un progetto che, sottolinea ancora il vicepresidente, è stato presentato lo scorso anno, sotto forma di documento, a diversi comuni del territorio, alla Provincia di Varese e a Regione Lombardia. Poche e quasi del tutto prive di entusiasmo le risposte ricevute in merito, ma ad oggi, come ha spiegato Comolli, sempre tramite le pagine del quotidiano locale, permangono situazioni che, rispetto al tema, meritano indubbiamente più attenzione e prospettive di investimento. Prima su tutte, la rete inadeguata di collegamento all’ospedale di Cuasso al Monte, a cui si sommano paesi e località penalizzate o del tutto isolate dal trasporto pubblico.

(Foto di copertina © Luca Leone)

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