Luino | 27 Gennaio 2020

Luino, inaugurata a Palazzo Verbania la mostra fotografica di Enzo Baccheschi sulla Shoah

Presenti, nella Giornata della Memoria, anche numerosi studenti. Gli scatti, realizzati nel campo di sterminio di Auschwitz, resteranno visibili fino al 1 febbraio

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È stata inaugurata con una breve conferenza a Palazzo Verbania, nella mattinata di oggi, lunedì 27 gennaio, la mostra fotografica sulla Shoah a cura di Enzo Baccheschi. Presenti, oltre ad alcuni rappresentanti dell’ANPI Luino e del Comune di Luino, promotori di questa iniziativa all’interno della commemorazione della Giornata della Memoria, anche alunni delle scuole medie e superiori che hanno così potuto ascoltare le testimonianze presentate e osservare gli scatti del fotografo maccagnese.

Come ha affermato Emilio Rossi, presidente dell’ANPI e già preside del Liceo “Vittorio Sereni” di Luino, lo scopo della mostra è quello di “far conoscere visivamente luoghi testimoni di una delle tragedie più gravi dell’umanità” e di suscitare in tutti una profonda riflessione su tutto ciò che riguarda l’Olocausto.

Sia Rossi sia il professore Giovanni Petrotta hanno sottolineato come si tratti di avvenimenti storici che hanno coinvolto profondamente anche il territorio del Luinese, spesso percorso da ebrei e perseguitati in cerca di salvezza oltreconfine, tra i quali figura persino la senatrice a vita Liliana Segre. Anche l’assessore Piermarcello Castelli, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Luino, ha menzionato la figura della Segre rifacendosi ad alcuni ricordi personali.

L’importanza di mantenere viva la memoria di quanto accaduto è stata sottolineata in modo particolare da Baccheschi, il quale ha voluto spronare i ragazzi a reagire alla diffusione dell’ “educazione all’odio” attraverso lo studio, specialmente quello della storia. Raccontando le forti sensazioni provate durante la visita ad Auschwitz – Birkenau, nella quale ha realizzato gli scatti ora esposti al Verbania, il fotografo ha spiegato di aver voluto immortalare “il vuoto” che tutto questo ha lasciato nella mente e nelle coscienze delle persone coinvolte.

Riconoscendo come, settantacinque anni dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz i testimoni diretti diminuiscano sempre di più mentre ricordare rimane un compito fondamentale (assegnato ora ai discendenti di chi ha vissuto sulla propria pelle queste terribili esperienze) Baccheschi ha evidenziato nuovamente come, in questa operazione, sia indispensabile la dimensione educativa e scolastica. Da qui il ripetuto l’appello lanciato ai ragazzi: studiare sconfigge l’odio e rende liberi.

Gli scatti, esposti nella sala al primo piano di Palazzo Verbania, saranno visibili fino a sabato 1 febbraio secondo i seguenti orari: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

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