Varese | 8 Gennaio 2020

Marchirolo, “Violenza e furti perché disoccupati”

Torna in aula uno dei giovani già condannati nell'ambito dell'operazione "Beverly". Iniziato il secondo filone del processo per le rapine alle sale slot del territorio

Rapine alle sale slot: 8 arresti, in manette anche i genitori ed il fratello del capo banda
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La perdita improvvisa del posto di lavoro e poi la decisione, nonostante la giovane età, di abbandonarsi al crimine per fare soldi facili nel minor tempo possibile, al fine di continuare a mantenersi.

E’ ricomparso ieri davanti ai giudici, presso il tribunale di Varese, uno dei ragazzi già condannati nell’ambito dell’operazione “Beverly”, che tra ottobre 2018 e lo scorso marzo, grazie al lavoro dei carabinieri, ha portato allo scoperto i colpi inflitti da una spietata banda a diverse sale slot del territorio, dalla Valmarchirolo alla Valceresio.

Il giovane, classe 1993, ha ripercorso in veste di testimone alcuni dei passaggi chiave dell’attività della banda, a partire dal modo con cui maturavano i colpi, osservando dall’esterno il via vai della sala per intuire – stando al racconto del ragazzo – l’entità del giro di soldi determinato dai clienti e dalle loro “puntate” alle macchinette, durante il tempo di permanenza all’interno della sala stessa.

In aula è poi comparsa una delle vittime del gruppo di criminali, protagonista di un vero e proprio incubo, lo scorso ottobre, che ha descritto meglio di qualunque altro elemento d’indagine la spietatezza dei rapinatori e la determinazione nel ricorrere a qualsiasi grado di violenza pur di ottenere denaro contante.

L’uomo, un dipendente della sala slot di Marchirolo, ha quindi ricordato il terrore provato nel veder piombare nel locale i giovani, armati e incappucciati, che dopo averlo preso a pugni in faccia e averlo chiuso in uno sgabuzzino, hanno proseguito verso il seminterrato per mettere le mani sulla cassaforte, ignari dell’occhio della telecamera che puntato su di loro ne riprendeva i volti.

La prossima udienza, durante la quale parleranno gli altri tre giovani imputati, dopo i ventisei anni di reclusione inflitti con le prime condanne lo scorso settembre, è fissata per il 17 marzo.

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