Luino | 7 Gennaio 2020

Luino, “Niente allarmismi sul futuro del centro Parco Hussy. Anziani da sempre priorità del Comune”

L'assessore Franzetti risponde alla minoranza dopo le perplessità sollevate per le dimissioni del presidente Trivellato. "L'associazione è privata, ma noi ci saremo"

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Con le prossime dimissioni di Antonio Trivellato da presidente del centro diurno per anzianiParco Hussy“, la città di Luino non perderà una fetta importante della sua quotidiana opera di assistenza nei confronti delle persone più vulnerabili attraverso il volontariato.

Ad affermarlo, in risposta alle incognite sul caso presentate dal consigliere di minoranza Enrico Nogara, durante l’ultima assemblea cittadina, è oggi l’assessore ai Servizi Sociali Caterina Franzetti.

Dopo aver sottolineato il peso e l’importanza del centro, attraverso le dinamiche sociali che da vent’anni scandiscono l’impegno dei volontari al servizio degli anziani, l’assessore ricorda anche il fondamentale contributo di tutti presidenti che si sono succeduti nel tempo, e che hanno preceduto Trivellato: “Va riconosciuta la dedizione di Berardinelli – afferma quindi l’assessore – la passione di Gabbri, della signora Marisa. Tutti si sono dedicati, fin dall’inizio e con idee chiare, al centro. E in poco tempo i soci sono diventati più di trecento. Tante sono state le attività organizzate, dalle gite alle feste, alle vacanze, con una proposta a 360 gradi che coinvolge tutti“.

Dopo le precisazioni sul passato, l’attualità: “Nel recente consiglio comunale, Nogara ha sollevato il problema del centro anziani unicamente perché c’è un presidente dimissionario – sottolinea Franzetti -. L’assemblea è stata occasione per il sindaco di ringraziare pubblicamente Trivellato per l’impegno profuso, insieme all’instancabile tesoriera Eunice (dimissionaria insieme al presidente, ndr), che in continuità coi precedenti direttivi ha dato lustro all’associazione. Il consigliere Nogara, pur ricevendo risposte in tale sede, risolleva il problema del centro tramite stampa, addossando responsabilità e silenzi all’amministrazione sul tema anziani”.

Quale ruolo ha l’amministrazione in questa associazione, che di fatto è privata? Questo il quesito posto sotto i riflettori dall’assessore, che contestualmente ricorda anche il sostegno economico che l’ente di Palazzo Serbelloni non ha mai fatto mancare alla struttura. Sostegno che anche in futuro non potrà che essere rinnovato.

“Occorre qui evidenziare – prosegue ancora Franzetti – che il Comune tutela gli anziani residenti e sostiene ogni bisogno di chi si trova in difficoltà. A tal proposito ricordo l’esistenza di un centro diurno per anziani che ha la propria collocazione in uno spazio interno al monsignor Comi. Una importante realtà sociale dove gli anziani trovano sollievo attraverso progetti, anche ludici, finalizzati al recupero di chi non è pienamente autonomo e viene ospitato dalla struttura durante tutto l’arco della giornata, dal mattino ala sera”.

Un esempio utile, quest’ultimo, per mettere in primo piano non solo la sinergia organizzativa tra Comune e Comi, ma anche la finalità di uno spazio che permette di socializzare a chi non è in grado di partecipare alle attività del centro Parco Hussy, che si rivolge ad altre fasce di anziani in completa autonomia. “Ecco la differenza tra i due enti – ribadisce ancora l’assessore ai Servizi Sociali – uno pubblico e l’altro privato, ma entrambi importanti, quasi complementari e inseriti in una rete più ampia incentrata sul benessere. Il Centro Hussy ha una connotazione diversa, privata appunto. I soci nominano il loro presidente e tutte le altre cariche, da cui poi prende forma il programma da seguire, in modo indipendente e libero, come da statuto. Creare allarmismi è dunque inutile”.

Chiarita la situazione, l’assessore Franzetti precisa che non solo il centro continuerà il suo fondamentale lavoro sul territorio cittadino, ma che sono inoltre già iniziati i contatti per compiere in futuro dei passi avanti nella qualità e nella varietà dell’assistenza e delle iniziative promosse.

Ho voluto personalmente parlare con alcuni iscritti – conclude Franzetti – invitandoli in Comune per verificare la volontà di proseguire con un progetto ampio, che non si limiti al burraco, ma che consenta all’organico di interpretare in modo corretto i tempi che cambiano, anche per le associazioni. Il vero problema, che si riscontra un po’ ovunque, è la mancanza del volontariato. Ho sollecitato queste persone di grande spirito ad impegnarsi affinché il volontariato in genera non si esaurisca, ma continui nella tradizione nobile che ha sempre distinto Luino“.

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