“Invecchiare e rimanere attivi non è facile se il contesto in cui si è inseriti non è stimolante e non permette una reale interazione tra le persone. Fornire occasioni d’incontro, anche con una semplice partita a Burraco, può contenere ed alleviare il senso di solitudine dell’anziano e invogliarlo a uscire di casa, a sentirsi vivo. I centri diurni per anziani sono sorti proprio con lo scopo di fornire un luogo d’incontro e di socializzazione per la terza età e col passare del tempo hanno avuto una notevole diffusione riuscendo a coprire l’intero territorio nazionale”.
Inizia con queste parole una lunga riflessione da parte della consigliera comunale di minoranza, Enrica Nogara (L’Altra Luino), a tre giorni di distanza dal consiglio direttivo del centro “Parco Hussy”, nel quale il presidente Antonio Trivellato e la tesoriera ufficializzeranno le loro dimissioni. A preoccupare la consigliera, come evidenziato dal presidente dimissionario, è il futuro di questa importante realtà luinese.
“I centri diurni hanno un carattere prettamente sociale, senza fini di lucro e con il compito di arricchire le relazioni interpersonali tra gli anziani – continua Nogara -, che possono così ritrovarsi in compagnia e trascorrere momenti di svago grazie alle molteplici iniziative che favoriscono il benessere psico-fisico contrastando quelle che sono le condizioni di isolamento ed evitando l’emarginazione, la ghettizzazione o, peggio, la trasformazione della vecchiaia in una malattia”.
“Solitamente – spiega ulteriormente Nogara – sono localizzati prettamente nell’ambito di strutture messe a disposizione dai Comuni che propongono iniziative e progetti per gli anziani che costituiscono ormai una larga fetta della popolazione italiana. Tutti siamo consapevoli di quanto sia importante invecchiare bene anche perché, se si è fortunati, potrà capitare a chiunque di trovarsi in questa situazione”.
“A Luino non si sa quale sarà il futuro del centro – conclude Nogara -. Se lo chiedono gli anziani che abitualmente lo frequentano e che hanno fatto amicizia tra loro. Se lo chiedono i loro famigliari che vedono con sollievo il loro caro essere più sereno, uscire più spesso e trovare nuove amicizie, quando quelle della giovinezza sono ormai in un’altra dimensione. Me lo chiedo anch’io che vedo quella bellissima villa, immersa in un parco secolare, perdere la funzione e lo scopo per cui era stata adibita e restaurata”.
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