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Economia | 8 Dicembre 2019

Facebook 2020: cosa aspettarsi dalle azioni in borsa?

Il prossimo anno un vero e proprio spartiacque per l’azienda di Mark Zuckerberg. La nuova cryptovaluta Libra destinata ad un nuovo rinvio

Tempo medio di lettura: 2 minuti

L’anno venturo rappresenterà con ogni probabilità un vero e proprio spartiacque per l’azienda di Zuckerberg. In vista ci sono ovviamente le elezioni americane del prossimo novembre, che vedranno il social network avere una parte anche molto attiva.

Inoltre il 2020 doveva essere l’anno di lancio della cryptovaluta Libra, che tuttavia non sembra aver sciolto le riserve sul suo conto e potrebbe essere anche destinata ad un nuovo rinvio.

Se da un punto di vista meramente tecnologico l’azienda sarebbe da tempo pronta per il lancio, manca ancora tutto l’edificio normativo necessario, complice anche una forte resistenza di molti governi ed autorità finanziarie.

Elezioni USA: il ruolo di Facebook

Le elezioni presidenziali americane del prossimo novembre avranno un impatto su tutte le società statunitensi, questo è evidente.

Tuttavia osservati speciali saranno sicuramente i Big Tech, sia per il ruolo attivo che avranno durante tutta la campagna elettorale, sia per le conseguenze che si verranno ad urne chiuse.

I giganti de web saranno trai protagonisti di questa campagna elettorale. Gli scandali del Russiagate e di Cambridge Analitica avevano mostrato quanto i social network fossero tutt’altro che neutre arene di dibattito, ma attori di primo piano in grado di influenzare attivamente l’opinione politica di milioni di persone.

Facebook, che era stata maggiormente coinvolta da questi scandali, ha annunciato un piano di investimenti pari a 2 milioni di dollari, che saranno totalmente impiegati per rinforzare i controlli e sviluppare una vera e propria task force che possa garantire la totale trasparenza di ogni annuncio politico presente sulla piattaforma.

Non verranno dunque oscurati i discorsi e gli annunci politici, ma saranno più rigidamente controllati e sarà visibile la loro provenienza. Ciò che verrà del tutto rimosso saranno tutti i post incitanti all’odio o le famose fake news.

Un primo terreno di prova per queste nuove misure saranno le elezioni anticipate inglesi del prossimo dicembre e, se tutto funzionerà a dovere, le misure saranno confermate per il novembre 2020.

Ancora più importante per l’azienda è ciò che poi uscirà dalle urne. Non è un mistero che molti politici americani, sia democratici che repubblicani, non abbiano per niente in simpatia l’operato dei colossi del web.

Tra le più accanite c’è sicuramente Elisabeth Warren, che più volte ha espresso la volontà di ripensare totalmente la legislazione in materia di internet. Hanno molto fatto parlare di sé i manifesti con cui ha tappezzato la Silicon Valley con su scritto “Breakup of Big Tech”.

Tra Libra e proiezioni al ribasso

La sfiducia del mondo politico, americano e non solo, nei confronti del social blu non si riflette solo sterilmente in qualche campagna propagandistica. Autorità di vigilanza e governi del G8 nutrono diverse riserve nei con fronti della cryptovaluta Libra, che difficilmente verranno sciolte nel breve periodo.

Inoltre, i maggiori sponsor di Libra stanno via via abbandonando la barca: Mastercard e PayPal su tutti, ma anche Ebay e altri colossi dell’e-commerce e del mondo dei pagamenti, stanno via via lasciando il progetto, e tutto ciò non può che complicare maledettamente i progetti per Zuckerberg.

Al netto di tutto ciò, Goldman Sachs avrebbe rivisto al ribasso le sue proiezioni borsistiche per ciò che riguarda molte delle compagnie del settore tecnologico, tra cui ovviamente anche Facebook.

Questo non vuol dire, tuttavia, che comprare azioni in Borsa targate Facebook o Google possa definirsi un brutto investimento.

Certo si tratta di titoli poco adatti a strategie improntate sulla speculazione intraday o comunque short. Risultano pertanto più adatti ad un tipo di investitori con strategie più conservative e ad ampio respiro, tenendo magari il titolo anche per mesi o anni prima che questo possa effettivamente fruttare.

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