Dopo le dure parole del delegato della segreteria territoriale FNS CISL dei vigili del fuoco, Alessandro Cortellini, che hanno trovato anche la presa di posizione della minoranza comunale di Luino, composta dai consiglieri Pietro Agostinelli, Franco Compagnoni, Enrica Nogara e Giovanni Petrotta, il problema relativo alla caserma di via don Folli viene evidenziato anche da altre sigle sindacali con un comunicato congiunto firmato da Marco Franzetti (CGIL VVF), Rosario Galizia (UIL PA VVF) e da Maurizio Marzegan (CO.NA.PO).
Domenica, infatti, a causa del rischio esondazione del fiume Tresa, salito oltre i livelli di guardia a causa dell’intensa ondata di maltempo, il distaccamento è stato fatto evacuare e i vigili del fuoco trasferiti presso la sede della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “B. Luini”, in centro, causando dibattito e discussioni, soprattutto sui social network.
“Come CONAPO – UIL PA e CGIL anche noi ci sentiamo di dover perorare la richiesta fatta dalla FNS CISL che chiede una soluzione al l’annosa vicenda del distaccamento di Luino – commentano i sindacalisti – . Come noto la sede sorge in un area a rischio esondazione, di fatto al fine di poter garantire l’operatività e un pronto soccorso alla popolazione per l’ennesima volta si è stati costretti a spostare temporaneamente il personale e i mezzi presso le scuole elementari messe a disposizione dall’amministrazione comunale”.
“Fortunatamente non vi è stata l’esondazione del fiume Tresa e i soccorritori sono potuti rientrare in caserma in breve tempo – continuano -, ma un organo di soccorso non può sperare nella buona sorte, deve sempre essere pronto e operare nelle migliori condizioni possibili“.
“Correva l’anno 1980 quando abbiamo sentito parlare per la prima volta di una nuova sede, da quella data abbiamo subito i disagi di diverse alluvioni e altrettante evacuazioni, malgrado questo anche nei momenti più difficili abbiamo portato soccorso senza mai tiraci in dietro, in qualunque condizione. Alcuni passi sono stati fatti (forse burocratici) ma di fatto la sede è ancora lì a rischio esondazione e della nuova caserma ne abbiamo solo sentito parlare . È per questo che chiediamo una soluzione certa e che finalmente si passi dalle parole ai fatti, nell’interesse del personale che ci opera ogni giorno ma ancor più nella cittadinanza tutta”, concludono i rappresentanti sindacali.
© Riproduzione riservata





Vuoi lasciare un commento? | 0