Luino | 13 Novembre 2019

Luino, la minoranza: “Diamo la cittadinanza onoraria a Liliana Segre”

La mozione, protocollata stamane dai consiglieri Compagnoni, Nogara, Petrotta e Agostinelli, sarà inserita nel prossimo ordine del giorno dell'assemblea cittadina

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Il “caso” Liliana Segre è nato il primo novembre quando, in Senato, è passata la mozione proposta dalla senatrice a vita contro i fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Dopo il risultato positivo dell’aula è partita una standing ovation in suo favore, mentre tanti parlamentari del centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) sono rimasti seduti, impassibili, senza applaudire.

Così, in questi giorni, sono tante le città, una tra le prime è stata Varese, alla quale poi si sono aggiunte Baunei (Sardegna), Ferrara, Cefalù e, in Liguria, Arenzano e Sestri Levante, insieme a molti altri Comuni italiani, senza dimenticare anche chi si è opposto, come i sindaci di Piombino e di Pescara, ad aver conferito la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sotto scorta da alcuni giorni a seguito delle minacce ricevute online, arrivate a seguito della mozione approvata in Senato.

Per questa ragione stamane la minoranza luinese, composta dai consiglieri comunali Franco Compagnoni, Enrica Nogara, Giovanni Petrotta e Pietro Agostinelli, ha protocollato la richiesta di inserimento all’ordine del giorno della prossima assemblea cittadina con l’obiettivo di conferire a Liliana Segre la cittadinanza onoraria di Luino.

“Alla luce della storia personale di Liliana Segre, del suo impegno profuso nell’educazione morale e civile delle giovani generazioni – spiegano nella loro proposta i consiglieri di minoranza -, anche a livello nazionale, in considerazione del valore etico della sua testimonianza, sempre finalizzata ad un agire responsabile e ‘senza odio’, riconoscendo il valore della memoria come leva fondamentale per ‘mantenere vivo il ricordo del passato’ e per ribadire la nostra avversione ‘contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia politica’ (come è stato recentemente richiamato dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa), alla luce di tutto ciò, in questo modo vogliamo onorare la storia personale della senatrice, simbolo delle immense sofferenze di un popolo: con il presente atto, noi sottoscritti Franco Compagnoni, Enrica Nogara, Giovanni Petrotta e Pietro Agostinelli, consiglieri comunali del Comune di Luino, proponiamo di attribuire la cittadinanza onoraria del Comune di Luino alla Senatrice dottoressa Liliana Segre“.

Una decisione, quella della minoranza, condivisa da esponenti del centrodestra, come Compagnoni e Agostinelli, e da rappresentanti del centrosinistra, come Nogara e Petrotta, che all’interno della loro richiesta hanno voluto ricordare storicamente quanto vissuto da Liliana Segre, ebrea che dopo la cattura lungo la frontiera di Arzo nei pressi di Selvetta di Viggiù, la prigionia ed un estenuante viaggio in treno è stata rinchiusa presso il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz, diventando la matricola 75190 e trascorrendo le sue giornate nei lavori forzati nella fabbrica di munizioni Union. Qui Liliana Segre, una dei venticinque bambini sopravvissuti ad Auschwitz, dei 776 piccoli italiani inferiori ai 14 anni, ha perso il padre e i nonni paterni, familiari con i quali viveva.

Della sua storia, e della storia di quanti come lei subirono quella esperienza e non sopravvissero, Liliana Segre si è fatta, a partire dagli anni Novanta, testimone instancabile, cercando di trasmettere due fondamentali insegnamenti civili e morali: non restare indifferenti di fronte all’imbarbarimento e alla violenza, che, in tutte le forme, sempre si riaffacciano nella storia, e non coltivare alcun sentimento di odio, anche nei confronti di coloro i quali sono responsabili della nostra e dell’altrui sofferenza.

Liliana Segre ha raccontato la sua drammatica testimonianza anche agli studenti del liceo “Sereni” di Luino, nell’ottobre del 2004, in una memorabile conferenza al teatro Sociale della città. Venne invitata dall’allora preside prof. Emilio Rossi e dal prof. Massimo Roncoroni. La sua emozionante testimonianza di Luino fu poi riportata in una pubblicazione in cui si può leggere anche un intervento di Piermarcello Castelli, allora come oggi, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Luino. (Foto di Cristiano Proia da Rondine Cittadella della Pace)

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