Trionfa in Ungheria Viktor Orbán, il premier che allarma l’Europa. A spoglio quasi ultimato, i conservatori del partito Fidesz sono intorno al 46% dei consensi che, grazie alla nuova legge elettorale, significa, ancora una volta, una maggioranza di due terzi nel Parlamento: 133 o 1354 seggi su un totale di 199. Un ungherese su cinque, invece, ha espresso il proprio voto al partito “Jobbik”, accusato di antisemitismo e xenofobia: in soli quattro anni è passato dal 15,9% al 21,25%.

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban (theguardian.com)
L’Alleanza democratica, che sognava di battere il governo che spaventa ed irrita Bruxelles, ha raggiunto un risultato piuttosto modesto, solo intorno al 25% dei voti. Mentre si afferma, come si temeva, l’estrema destra xenofoba e antisemita del partito Jobbik (I Migliori), con oltre il 20% dei voti. Incerta la situazione per il partito verde, Politica Diversa (Lmp), che rischia di finire sotto il quorum e non essere rappresentato in Parlamento.
Ecco i risultati al 99% dello spoglio delle elezioni politiche in Ungheria: Fidesz 44,4%, Alleanza 25,9%, Jobbik 20,5%, verdi 5,2%. La ripartizione dei seggi è la seguente: Fidesz 133, Alleanza 38, Jobbik 23, Verdi 5 deputati su 199. Il partito di centrodestra di Viktor Orban è riuscito ad ottenere di nuovo una maggioranza di due terzi.
Il premier ungherese, con questa vittoria elettorale, andrà a formare il suo terzo governo: il primo tra il 1998 ed il 2002 e il secondo tra il 2010 ed il 2014. Scontratosi più volte, con l’Unione Europea, sulle politiche economiche del proprio paese, durante i governi di Orbán si sono registrati numerosi tagli sulle imposte al reddito delle persone fisiche e sulle bollette elettriche delle famiglie.
Cas Mudde, professore presso la Scuola per gli Affari Pubblici e Internazionali all’Università della Georgia, ha detto che il partito “Jobbik” ha raggiunto la proiezione più forte negli ultimi anni rispetto tutti gli altri partiti europei di estrema destra. L’unico partito di estrema destra del continente che era andato meglio del Jobbik è stato quello svizzero che ha ottenuto il 26,6% dei voti. La “vittoria” del Jobbik, che dall’ungherese si traduce con “I Migliori”, deriva dalle promesse “di pancia” prese con i propri elettori durante questi ultimi anni di crisi economica. La promessa della creazione di posti di lavoro, una maggiore durezza contro il crimine, la rinegoziazione del debito dello Stato e, soprattutto, la decisione di indire un referendum sull’adesione all’Unione Europea. Mentre i massimi dirigenti negano di essere razzisti, dall’altra parte incitano la popolazione ad “odiare” i rom e gli ebrei.
Infine, da Berlino arrivano le affermazioni del portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. “Nessuno spazio all’estremismo in Unione Europea. Noi leghiamo l’Europa a valori di tolleranza, pluralismo e rispetto delle idee degli altri. Non c’è posto per l’estremismo e per l’antisemitismo in Europa”.
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