Maccagno con Pino e Veddasca | 8 Novembre 2019

L’incubatoio di Maccagno vede la luce? Comune e Regione insieme per salvare la struttura

Un emendamento al bilancio del consigliere Cosentino permetterà all'ente di coprire l'80% delle spese per la riqualifica. Dal Municipio pronti nuovi fondi

E’ stato accolto positivamente dai pescatori dell’associazione maccagnese Alto Verbano l’invito di Regione Lombardia a Palazzo Pirelli per discutere del futuro dell’incubatoio, dopo un’estate da dimenticare per i volontari, vissuta nella certezza quasi totale di dover rinunciare definitivamente alla preziosa attività, l’unica che sul territorio garantisce la riproduzione delle specie presenti nelle acque del Maggiore.

L’ottimismo degli addetti alla struttura viene dall’esito del confronto, con il quale pare essere stato definito, una volta per tutte, il percorso da seguire per evitare la perdita dell’incubatoio, e contestualmente garantirne il potenziamento e il rilancio.

La questione è principalmente di natura economica, come raccontiamo ormai da diverso tempo, e i volontari hanno finalmente raccolto le prove concrete di un’azione imminente, che sarà diretta dagli esponenti regionali, al di là delle rassicurazioni di cui più volte hanno già sentito parlare.

Dopo la delusione per il mancato stanziamento di fondi entro fino 2018, gli stessi ora sembrano destinati a raggiungere le casse dei soci, come riporta oggi il quotidiano La Prealpina svelando quanto messo sul tavolo durante l’incontro milanese, al quale ha preso parte anche il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, da anni in prima linea per quanto concerne il sostegno economico all’associazione.

Regione, tramite l’interessamento del consigliere Giacomo Cosentino, firmatario di un emendamento presentato in sede di bilancio e dedicato in parte proprio alla ristrutturazione degli incubatoi, si impegna a finanziare l’80% degli interventi di ripristino, chiedendo però il coinvolgimento del comune lacustre per il rimanente 20%.

Aspetto quest’ultimo su cui il primo cittadino intende confrontarsi con gli altri amministratori, ma già trapela la volontà di provvedere allo stanziamento di almeno 50mila euro per il 2020 e altrettanti per l’anno seguente. E’ forse prematuro affermarlo, visti i precedenti, ma questa volta sono piuttosto evidenti gli indizi che conducono al superamento dell’impasse, nata dal ridimensionamento degli enti locali voluto dalla “riforma Delrio” di alcuni anni fa, con la quale la Provincia di Varese aveva di fatto interrotto l’erogazione di fondi per strutture come quella di Maccagno.

I fondi, spiega ancora il quotidiano locale, serviranno prima di tutto per un aggiornamento degli strumenti in dotazione ai pescatori per l’attività pressoché quotidiana: mangimi, reti, guanti, secchielli, prodotti per la pulizia. Oltre a questo, si interverrà poi con “importanti lavori di restauro del manufatto“.

Opere estremamente necessarie affinché l’incubatoio “La Madonnina” resti in vita, come ha sottolineato questa mattina il sindaco Passera in un intervento pubblicato tramite il proprio profilo Facebook. “In vent’anni di attività del sito – si legge ancora nel post – abbiamo contribuito fattivamente con circa 65mila euro di fondi, ai quali vanno aggiunte le spese di gestione e la manutenzione straordinaria. La Regione Lombardia ha mandato segnali importanti, e per questo la ringrazio, ma ancora una volta il nostro Municipio dovrà intervenire in maniera importante per realizzare il progetto di ristrutturazione”.

Un ultimo punto, che rischia di passare come marginale, viene rilanciato tra gli aspetti di primo piano in questa complessa vicenda. L’incubatoio si trova a Maccagno, ma il suo lavoro produce benefici per tutto il territorio.

Allarma il silenzio tombale con il quale gli altri comuni e gli enti sovracomunali si stanno disinteressando della cosa – ha specificato in conclusione Passera -. Come se l’ambiente, la fauna e il sistema naturale del vastissimo territorio che interessa tutto l’Alto Lago, fossero solo un problema del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca”.

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