Maccagno con Pino e Veddasca | 2 Agosto 2018

Incubatoio Maccagno: “Nulla è cambiato, nessun futuro. Solo tante promesse dalla Regione”

Ad inoltrare la missiva Rolando Saccucci che, questa volta, alla politica non chiede risposte ma un'azione rapida, poiché la struttura "non può più attendere"

L’incubatoio “La Madonnina” di Maccagno è la struttura che, sita sul territorio, è gestita in forma del tutto volontaria e senza scopo di lucro, dall’Associazione Pescatori Dilettanti Alto Verbano. Una risorsa fondamentale per le acque, i corsi fluviali e le coste del lago, poiché, ancora prima dell’attività ludica della pesca sportiva, gioca un ruolo centrale nella cura, mantenimento e salvaguardia di specie autoctone come le trote lacustri e le trote marmorate, nonché a divulgarne la conoscenza scolastica.

Tale tutela è garantita dal lavoro svolto da operatori volontari che, mossi dalla passione per la natura e per il territorio, articolano in vari momenti dell’anno le complesse e delicate fasi che garantiscono la riproduzione dei pesci, e il corretto svolgimento della catena alimentare. Da diverso tempo, però, l’incubatoio di Maccagno specializzato nell’allevamento di trote di alta genealogia autoctona, dalle vere regine delle acque dolci che sono le stupende trote marmorate, anche le accattivanti trote di lago e le smaliziate quanto selvatiche trote fario, versa in stato di carenza di liquiditàIl problema, da tempo sollevato ed entrato tra le tematiche della scorsa campagna elettorale per le regionali, non presenta ancora interventi concreti e si riversa su chi opera volontariamente e per passione a vantaggio della collettività che si trova rimetterci di tasca propria.

Oggi a riportare nuovamente alla luce il problema è Rolando Saccucci, appassionato di pesca sportiva da oltre 50 anni, che attraverso una missiva evidenza tutte le criticità della quale la questione si compone sottolineando con forza come tante di queste ultime siano da attribuire a promesse pre-elettorali non mantenute.

Ecco le sue parole.

Premetto che questo mio scritto non è di carattere politico, ma è una semplice considerazione dei fatti che vedono gli esponenti politici varesini, quasi tutti della Lega, protagonisti di promesse non mantenute. Poiché l’anonimato non è nelle mie corde, inizio da nomi e cognomi delle persone di cui parlo: Emanuele Monti, Luca Marsico, Tiziana Bortot e Giacomo Cosentino.

Durante l’ultima campagna elettorale per le regionali i menzionati hanno giustamente girato in lungo e in largo la nostra provincia per “pescare” i voti degli indecisi e forse, anche con quelli di alcuni pescatori, qualcuno di loro è stato eletto in Consiglio Regionale. Nel loro girovagare questi politici sono venuti ad racimolare voti anche nel luinese. Qualcuno di loro ha anche posato falsamente sorridente per il fotografo di turno e tra loro ricordo anche Alessandro Casali, vicesindaco di Luino, che avallava le loro asserzioni, sbandierando l’ “interesse” per i problemi delle acque del territorio e degli incubatoi della zona in particolare. Certo, sappiamo benissimo che solo pochi politici hanno gli attributi per mantenere le promesse pre-elettorali e forse chi li ha votati ha creduto che questi personaggi li avessero, ma ora dopo che il governo regionale è stato formato, anche per chi li ha preferiti la disillusione è totale.

“La Regione sarà a fianco dei pescatori” ha dichiarato qualcuno, “vedrò l’Assessore Fabio Rolfi” ha detto qualcun altro, “Incubatoi opere importanti per la Regione”, un’altra affermazione. Il risultato ad oggi è che non un centesimo, neppure degli arretrati, è pervenuto nelle casse dell’incubatoio di Maccagno totalmente gestito, con enormi sforzi e spese personali da alcuni volontari della Società Sportiva Pescatori Alto Verbano, che ha come scopo primario non il piacere della pesca dilettantistica, ma la concreta tutela delle acque e la divulgazione scolastica circa l’importanza della biodiversità ittica, senza alcun scopo di lucro.

Chissà se questi politici, quando si sono impegnati pubblicamente, sapevano del fatto che esiste un programma triennale regionale per la pesca e l’acquacoltura redatto in omaggio alle normative europee e supportato, anche per le acque interne, dal piano del Fondo Europeo Affari Marittimi e Pesca 2014-2020.

Chissà se i vari amministratori regionali in maggioranza sanno che il predetto programma triennale ha, tra gli altri, come obiettivi, la conservazione delle risorse biologiche, lo sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche e “favorire un’acquacoltura sostenibile, efficiente innovative e competitiva”.

Chissà se sanno che la Regione Lombardia ha stanziato nel piano triennale un budget di  7.447.559,00 milioni di euro da ripartire, tra altre voci, nelle risorse della pesca (€ 2.750.00,00) ed acquacoltura (€ 2.750.000,00).

Chissà se sono a conoscenza del fatto che oltre al budget citato esistono risorse autonome regionali annue di 700 mila euro da dedicarsi “alla gestione della rete delle strutture ittiogeniche presenti sul territorio regionale e al ripopolamento/monitoraggio delle acque del reticolo idrografico lombardo a sostegno delle popolazioni ittiche di interesse alieutico e di quelle di interesse per la biodiversità come previsto dalla LR 31/2008”.

Concludo sollecitando la Regione, se realmente interessata al territorio, a mettere in campo al più presto le risorse occorrenti all’incubatoio di Maccagno e destinate all’acquacoltura per permettere allo stesso di continuare la propria opera di divulgazione scolastica e di eccellenza nell’allevamento di trote di lago, marmorate e fario di alta genealogia, necessarie anche e soprattutto per il mantenimento dell’equilibrio biologico delle acque del territorio e di quella biodiversità necessaria alla sopravvivenza e bellezza di tutte le nostre valli dove esiste un corso d’acqua che anche i pseudo politici decantano (solo) quando gli torna utile. Ora ci saranno le vostre vacanze, però a Maccagno si continua ad essere volontariamente e volonterosamente operativi… ma fino ad oggi, per voi, che piacevoli intoppi ci sono stati?

Un’ultima richiesta ai consiglieri regionali della Lega: non state a rispondermi con motivazioni varie circa il vostro mancato intervento, perché innestereste polemiche che non porteranno a nulla se non alla conferma che non avete mantenuto le promesse, ma agite velocemente perché di tempo a disposizione ne avete avuto a sufficienza e la realtà di Maccagno non può ulteriormente attendere i vostri rilassati e tranquilli comodi.

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Una replica a “Incubatoio Maccagno: “Nulla è cambiato, nessun futuro. Solo tante promesse dalla Regione””

  1. giuanipetrotta@libero.it ha detto:

    La mia solidarietà a Rolando Saccucci. Inviterei i politici del Centrodestra a rispettare le promesse, compreso il vicesindaco di Luino Alessandro Casali, presente sempre in foto. Da insegnante, con la mia classe, ho avuto occasione di visitare l’incubatoio “La Madonnina” di Maccagno. E’ stata un’esperienza formativa ed abbiamo incontrato brave persone, amanti dell’ambiente, delle acque e dei pesci, ben preparate e motivate.
    Giovanni Petrotta

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