Luino | 30 Ottobre 2019

Luino, ok alla variante del PGT: “Abbattere l’area Ratti per dare slancio alla città”

Uno degli obiettivi del sindaco Pellicini è quello di recuperare la zona per implementare il settore alberghiero, residenziale e commerciale. Critica la minoranza

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Parte del futuro urbanistico della città di Luino passa dalla complessità di un documento parzialmente approvato dopo un primo confronto – ne servirà un secondo dal carattere definitivo – avvenuto nella serata di ieri in consiglio comunale.

All’ordine del giorno un solo punto, la variante di medio termine del PGT, il Piano di Governo del Territorio, uno strumento tecnico di pianificazione che racchiude un’ampia fetta della Luino che verrà – tra direttive come turismo, sport, identità, servizi, viabilità – su cui la maggioranza compatta ha azionato il primo semaforo verde.

C’è poi un altro concetto chiave associato al piano, ed è la sua portata storica. La percezione descritta dal sindaco Andrea Pellicini di essere a un passo dal capitolo conclusivo di un processo di riqualificazione dell’arredo urbano, e di revisione della qualità degli spazi pubblici, avviato sul finire del secolo scorso e culminato negli ultimi anni con la rivoluzione di buona parte del lungolago, da piazza Libertà al parco di viale Dante, passando per il recente recupero di Palazzo Verbania.

Parlando di storia sarebbe romantico, suggestivo e persino avvincente poter procedere a ritroso nel tempo e prendere in prestito dal passato il peso sociale e il prestigio della Luino industriale, per ridare slancio al tassello mancante per eccellenza, quello dell’area Ratti. Ma occorre essere realisti ed è proprio il documento approvato ieri a dettare la linea per la riqualifica di un complesso che all’unanimità è riconosciuto come il biglietto da visita di Luino.

“E’ la prima volta che tutto l’impianto della storica Ratti viene mutato nella sua destinazione – ha sottolineato il sindaco Pellicini – con una modificazione che darà vita ad un nuovo sviluppo del luogo dal punto di vista alberghiero, residenziale e commerciale. Questo è il vero peso della delibera. Abbiamo avuto uno dei distretti industriali più importanti della provincia ma oggi quella struttura, davanti al lago, non ha più senso”.

La nuova via è quella del turismo, un “brand” per il capogruppo de “La Grande Luino”, Giuseppe Taldone, su cui “costruire tante fortune” convertendo le ambizioni in realtà come è avvenuto per l’altra sponda del Verbano, quella blasonata. Per farlo, parlando in termini progettuali, il PGT indica una sola strada: l’abbattimento di gran parte della massicciata che oggi ostruisce la vista lago, ragionando su una volumetria che ricoprirà circa il 25% del sito, o in alternativa il 35%, a patto però di mantenere una destinazione cantieristica, nautica o portuale. Conversione, turismo, servizi: le carte vincenti per persuadere gli investitori del potenziale insito nella Luino che verrà.

Tutto questo però ha un prezzo, e non solo sul versante economico. Si tratta di un’eredità che arriva ancora una volta dal passato, con un carico di opere incompiute e di progetti congelati (tra cui quello per il rilancio della stessa area Ratti, richiuso in un cassetto nel 2013). Il consigliere dem Enrica Nogara ha parlato di “ferite aperte“, citando come esempio l’eterno cantiere dell’area Borri, alle spalle di piazza San Francesco e della via pedonale di collegamento alle scuole, penalizzata dal blocco a livello di agibilità, ma anche la desolazione del terreno che sorge dietro al supermercato di via Voldomino (che tuttavia non figura nell’attuale PGT), un tempo oggetto di interesse per la costruzione di un’area residenziale finita nel dimenticatoio.

“Luino si interroga spesso sul recupero dell’area Ratti e ormai vive le incognite perlopiù in maniera negativa – ha affermato anche il capogruppo de L’Altra Luino, Franco Compagnoni -. Credo che i cittadini siano altamente insoddisfatti e stufi di vedere opere incompiute”.

E’ un rischio, quest’ultimo, da tenere in considerazione nel valutare le dinamiche di bonifica e successivamente di intervento, non solo per quanto concerne il complesso Ratti ma anche per tutti gli altri punti di forza sul tavolo, dalla costruzione di un palazzetto dello sport nell’area Visnova alla realizzazione del sottopasso in via Cairoli, della rotatoria in corso XXV Aprile, delle piattaforme di sostegno alla mobilità dolce e delle soluzioni per la pedonalizzazione delle vie centrali.

Troppo cemento, poco verde, spunti approssimativi per quanto concerne il rilancio sociale e territoriale”. Sono queste le motivazioni citate in conclusione dal consigliere Nogara a sostegno del voto contrario alla variante, condiviso da Giovanni Petrotta (astensione per Compagnoni, Agostinelli e Taldone). Ma ci sarà tempo per un secondo dibattito nell’intervallo da qui alla prossima primavera.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127