Luino | 1 Ottobre 2019

Luino, maggioranza e minoranza unite in Consiglio a favore del disarmo nucleare

Passa all'unanimità una mozione presentata dall'assessore Miglio e promossa da un gruppo di cittadini. Sì ad azioni per favorire la ratifica italiana del Trattato ONU

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Sul Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, votato nel luglio 2017 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con il consenso di 122 dei complessivi 193 stati membri, l’Italia non ha ancora preso posizione ratificando il documento che pone alcune fondamentali questioni relative al mantenimento della pace e delle condizioni di sicurezza a livello globale.

E’ per questa ragione che dalla comunità luinese e attraverso l’assessore Alessandra Miglio, portavoce della volontà di alcuni concittadini di esprimersi sul tema, è nata la proposta di intraprendere in futuro iniziative, anche nell’ambito locale, per favorire quelle azioni che a livello governativo spingano il nostro Paese all’adesione.

Iniziative genericamente riassunte in una mozione che certifica però in modo chiaro la posizione e la sensibilità degli amministratori rispetto al dibattito, e che è stata presentata e approvata all’unanimità nella serata di ieri in Consiglio comunale.

Nel testo del Trattato figurano i propositi che dovrebbero stimolare l’adesione, e che avranno un potenziale operativo e legalmente vincolante solo con il raggiungimento di una ratifica da parte di almeno cinquanta paesi.  “Il Trattato vieta la fabbricazione e proibisce la minaccia d’uso nucleare” si legge nel testo, e per la prima volta riconosce come “illegali le armi di distruzione di massa che finora non erano ancora state messe al bando. La volontà di bandirle è chiara fin dall’articolo 1 del Trattato, che vieta sia di sviluppare, testare, produrre, acquisire, possedere, trasferire o ricevere il trasferimento, consentire la dislocazione di armi nucleari e altri dispositivi esplosivi nucleari, sia di incoraggiare, indurre, assistere e ricevere assistenza per una qualsiasi delle suddette attività; è fatto, infine, esplicito divieto dell’impiego delle testate, proibendo anche la minaccia d’uso”.

Il documento garantisce inoltre assistenza a chi è vittima dell’uso delle armi o della sperimentazione atomica e, per la bontà del suo contenuto, ha unito i punti di vista di maggioranza e minoranza per una approvazione che non ha trovato ostacoli in aula. “Sono sempre un po’ contrario alle mozioni che non riguardano temi strettamente legati al Comune – ha affermato il sindaco Andrea Pellicini nelle battute conclusive del Consiglio di ieri – ma nel momento in cui ho visto questo documento, sapendo che ci sono cittadini come Maria Terranova che si battono da anni per questi temi, non ho potuto dire di no”.

Anche dai banchi della minoranza il consenso è stato pieno e unanime, con il riconoscimento dello stimolo utile, prodotto dalla mozione, affinché l’Italia arrivi a firmare il trattato di non proliferazione. “La speranza di pace che tutti hanno – ha sottolineato l’assessore Alessandra Miglio – senza azione non è una speranza”.

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