Luino | 25 Settembre 2019

Ingenti lavori tra Luino e Maccagno: previsti grandi disagi ma tutti pronti per evitarli

Riunione ieri pomeriggio in Comune dove gli amministratori hanno incontrato i tecnici Anas e le forze dell'ordine: al vaglio i problemi su traffico, emergenze e servizi

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Dopo la notizia dell’ingente investimento di Anas, oltre 9 milioni di euro i fondi stanziati, che permetteranno la riqualificazione di quattro viadotti presenti sulla strada statale 394 tra Colmegna e Maccagno con Pino e Veddasca, le amministrazioni comunali dei paesi interessati, compresa quella di Tronzano Lago Maggiore, hanno incontrato ieri pomeriggio a Palazzo Serbelloni i rappresentanti di Anas e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di capire come affrontare le criticità che si verificheranno nei 400 giorni di lavori previsti.

In un primo confronto in Prefettura a Varese i sindaci la scorsa settimana avevano presentato le prime richieste al dottor Enrico Ricci, discutendo del progetto e delle ripercussioni del lungo intervento sulla 394 non solo per la circolazione stradale quotidiana, che causerà disagi soprattutto ai frontalieri e a chi viaggia tutti i giorni tra Luino e Maccagno con Pino e Veddasca, ma anche per i servizi da garantire alla collettività, alle aziende produttive e alle attività commerciali, nonché per la gestione delle situazioni di emergenza.

A fare gli onori di casa in Comune a Luino i due sindaci del territorio Andrea Pellicini e Fabio Passera, che hanno sottoposto ai tecnici Anas i problemi che potrebbero andare ad intaccare gli interessi dei cittadini. Prima di porre sul tavolo le questioni, però, da entrambe le parti, amministrazione ed Anas, è stata evidenziata la massima disponibilità per cercare di limitare al minimo i disagi alla popolazione, nonostante vi siano molteplici criticità da risolvere.

Calcolando che non sarà permesso il transito di veicoli superiori ad un peso di 7,5 tonnellate, Passera ha posto l’attenzione per il passaggio dei camion Econord, quelli utilizzati per la raccolta differenziata, e per i camion che riforniscono e lavorano per conto di supermercati, aziende e negozi del territorio comunale, che va da Zenna fino a Colmegna.

“Si tratta di problemi immediati per la vita dei nostri cittadini – ha spiegato Passera -, e per questo siamo preoccupati. I temi che poniamo sono legati alla gestione quotidiana dell’economia e della salute della nostra popolazione, e quello che mi allarma maggiormente è che i lavori partiranno tra pochi giorni. Non possiamo permettere di creare gravi disagi ai nostri paesi. Dobbiamo analizzare tutto nei minimi dettagli, ma la questione va affrontata al più presto”.

Anasparlando dei lavori da affrontare (è il progetto più importante in Lombardia nel corso dei prossimi mesi), ha aperto subito a possibili deroghe da dare a mezzi che lavorano sul territorio, sia per i camion, che per i bus, ma prima di dare un’autorizzazione, che sarà analizzata a fondo dall’ingegnere strutturista, è necessario capire il numero di passaggi sulla strada, l’elenco dei veicoli ed il loro peso.

Oltre al problema della circolazione stradale che colpirà frontalieri, i lavoratori locali e famiglie, ma sarà regolata con tutta probabilità da semafori intelligenti ed in alcuni casi da movieri (soprattutto nelle chiusure totali dell’arteria che, annunciate per tempo, avverranno in particolari situazioni nelle ore notturne), garantendo così un flusso maggiore dei veicoli per ridurre al minimo le code. La presenza degli operatori è prevista dalle ore 7 alle ore 19 circa.

Nelle prime settimane di lavori sarà interessato il tratto lungo la prima galleria tra Luino e Colmegna, con un cantiere di seicento metri circa di lunghezza, ma a preoccupare ulteriormente i sindaci sono i lavori che saranno svolti nello stesso periodo all’incirca in Gambarogno, che causeranno ancora più problemi. Per questo Passera ha chiesto ai tecnici Anas di incontrare i colleghi elvetici in modo tale da coordinarsi e da provare a capire se c’è possibilità, sempre in sinergia con il trasporto pubblico e i Comuni del territorio, di aumentare il numero di viaggi sia lungo la linea ferroviaria che utilizzando la navigazione.

Si è parlato a lungo, inoltre, della gestione delle emergenze e dei soccorsi con i puntuali interventi da parte dei rappresentanti dei carabinieri, della Guardia di Finanza, delle Polizie e dei vigili del fuoco.

È stato proprio il comandante dei vigili del fuoco, l’ingegnere Antonio Albanese, a mettere sotto la lente di ingrandimento la questione dei passaggi dei mezzi in loro dotazione, sia per la larghezza che per il peso. In questo senso, infatti, il possibile bypass dei mezzi dalla bretella che collega Colmegna a Dumenza e successivamente a via Lugano a Luino, non è stato giudicato fattibile. Se all’inizio, infatti, era previsto che la corsia a senso unico alternato fosse larga 2,5 metri, dopo le rimostranze dei vigili del fuoco l’ingegnere Mutti ha fatto intendere che le dimensioni raggiungeranno i tre metri, in modo tale da permettere almeno il passaggio dell’autoscala.

La Guardia di Finanza ha monitorato, negli scorsi giorni, l’afflusso dei veicoli in entrata ed in uscita dall’Italia, presso il valico di Zenna, contando circa 3300 mezzi nell’arco di una giornata (lunedì e mercoledì), mentre i carabinieri hanno spiegato le potenziali situazioni di pubblica sicurezza e dei casi di incidenti stradali da gestire.

Tutte le parti si sono dette soddisfatte del confronto. Ora l’appuntamento è per il 2 ottobre alle 11 in Comune a Maccagno con Pino e Veddasca, quando le parti si aggiorneranno con l’obiettivo di trovare una risposta ai tanti quesiti posti ieri, sperando di poter limitare i disagi a tutta la collettività.

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Una risposta a “Ingenti lavori tra Luino e Maccagno: previsti grandi disagi ma tutti pronti per evitarli”

  1. Rolo ha detto:

    Ribadisco il mio pensiero già segnalato qualche giorno fa: 400 giorni per 1200 metri????? Quelli dell’ANAS useranno solo badile e piccone per fare lievitare costi e tempi?
    Considerato che una delegazione cinese dovrebbe giungere in visita alla CCIAA di Varese ( https://www.luinonotizie.it/2019/09/22/camera-di-commercio-dalla-cina-per-investire-sul-territorio-della-provincia-di-varese/248593) e considerato che fanno mega ponti in 43 ore, perché non delegare a loro i lavori? Cjissà, magari oltre a risparmiare tempo e denaro quelli dell’ANAS potrebbero anche apprendere qualcosa di nuovo su come costruire ponti e strade, o no?
    https://video.repubblica.it/mondo/cina-grandi-opere-ma-veloci-doppio-ponte-sostituito-in-43-ore/219831/219032

    Rolando Saccucci

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