La stagione della raccolta di funghi si annuncia buona, ma i pericoli sono sempre dietro l’angolo. Per questo la Polizia cantonale ha diramato nelle scorse ore alcuni preziosi consigli per tutti gli appassionati, validi anche per i “fungiatt” più esperti, che sono parte integrante del progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle Istituzioni.
L’obiettivo, si legge nel comunicato, è quello di tornare a “sensibilizzare i raccoglitori di funghi e gli escursionisti che percorrono boschi e vallate”, visti soprattuto i diversi infortuni che si sono registrati negli scorsi anni. Ecco perché alcune semplici regole di prevenzione possono rivelarsi determinanti nell’evitare cadute e infortuni dai risvolti potenzialmente anche letali.
Fondamentale è in primo luogo la scelta della destinazione, che deve corrispondere sempre ad una valutazione realistica delle proprie possibilità. “Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali – ricordano le autorità ticinesi – poiché anche i piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo“. La segnaletica che identifica il grado di difficoltà dei sentieri nella regione è in questo senso un ottimo parametro da tenere in considerazione.
Estremamente importante l’attrezzatura idonea: scarponi adatti all’uscita e al percorso, zaino con all’interno indumenti utili in presenza di pioggia e freddo, ma anche protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina del luogo e un cellulare per le chiamate di emergenza.
Prestare attenzione al ritmo è poi un fattore probabilmente spesso sottovalutato: “Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna – si legge ancora nel documento -. Un ritmo troppo elevato. e quindi la stanchezza, possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso, poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento”. Funzionali, da questo punto di vista, sono le pause per il recupero delle forze, e per bere e mangiare qualcosa prima di rimettersi in cammino.
Attenzione massima, infine, ai bambini: “Per i passaggi difficili con rischio caduta, un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli”.
Con riferimento esclusivo al territorio ticinese, un’ultima annotazione riguarda la distribuzione delle competenze in caso di chiamate d’emergenza. I voli di ricerca sono coordinati dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), e affidati di principio alla Rega. “Nel caso in cui la persona che viene soccorso sia illesa, se i costi non possono essere addebitati ad un ente finanziatore e la persona non è socio Rega (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento verrà fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero”.
Alleghiamo in galleria una semplice scheda riassuntiva, con i contatti del Dipartimento delle istituzioni per ogni eventuale approfondimento.
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