Luino | 19 Agosto 2019

Luino Ladies al top, in campo ma anche fuori: preziosa esperienza lo studio sulla postura portato negli USA

Le calciatrici protagoniste assolute, insieme alla società, nella ricerca guidata dal professor Moriondo. Casali: "Il merito va a tutti coloro che ci hanno creduto"

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“Il pubblico dimostra un interesse sempre crescente per il mondo del calcio femminile e i recenti mondiali lo hanno dimostrato, in quanto le partite hanno catalizzato l’interesse dei media nazionali. Anche nella nostra realtà le ragazze si sono avvicinate da anni a questo sporto con grande passione”.

Così il vicesindaco di Luino, Alessandro Casali, interviene sugli importanti risultati raggiunti dallo studio sulla postura degli atleti curato dal dottor Andrea Moriondo, docente presso l’università dell’Insubria di Varese, avviati per la prima volta nel 2017 proprio presso la città lacustre, casa calcistica non solo del Luino Fbc, retrocesso lo scorso anno dalla Prima alla Seconda Categoria, ma anche delle Luino Ladies, reduci da un soddisfacente campionato nel circuito della Serie A CSI femminile.

Il merito va a tutti coloro che ci hanno creduto – prosegue Casali – formando alcune squadre. La nostra Luino Ladies eccelle, e ha addirittura partecipato ad un’analisi dell’università dell’Insubria che è approdata negli Usa. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo”.

Grande la soddisfazione anche per le protagoniste dello studio, i cui risultati hanno ottenuto una citazione all’interno della prestigiosa rivista medico scientifica “BMC Research Notes“. “Quando ci è stato spiegato in cosa consisteva il progetto ci siamo subito organizzate e mobilitate per poter dare una mano nella sua realizzazione – racconta Elisa Broido, capitano della squadra -. Abbiamo sempre partecipato a qualsiasi progetto, calcistico o sociale, che le associazioni locali hanno promosso, stimolate dalla curiosità e dalla voglia di apprendere qualcosa che fosse al di fuori della nostra sfera conoscitiva”.

Appassionante dunque il percorso compiuto dalle ragazze al fianco del dottor Andrea Moriondo, docente di Fisiologia presso l’ateneo varesino. “Alcune di noi – sottolinea ancora la giovane calciatrice – non sapevano neanche cosa fosse un articolo scientifico, ma grazie al professore e all’università dell’Insubria abbiamo imparato molte cose. E’ stata un’esperienza fantastica e speriamo di poter continuare a dare il nostro contributo a simile ricerche”.

Sulle dinamiche intraprese durante lo studio interviene infine il professor Moriondo, ripercorrendo alcuni passaggi salienti: “Il territorio è stato protagonista indiscusso perché grazie alla partecipazione delle giocatrici e dello staff tecnico e dirigenziale, è stato possibile avere dei soggetti da analizzare e una struttura sportiva nella quale collocare lo strumento, dimostrandone l’utilizzo sul campo. Se per l’utilizzo pratico ancora bisogna lavorare, questo tipo di approccio sperimentale ha però consentito ai due primi autori del lavoro, ovvero Francesca Vignara e Nicolò Colombo, di mettersi alla prova e usare le conoscenze acquisite per andare oltre e ottenere risultati concreti. Questo a mio giudizio è la valenza più importante del traguardo finora conseguito, che premia sicuramente il loro impegno e dimostra uno dei principali compiti che l’università ha nei confronti della società, ovvero formare giovani professionisti capaci, dotandoli degli strumenti culturali per poter affrontare le sfide della loro carriera futura”.

Tanti quindi gli scenari pronti ad aprirsi a partire da questo primo fondamentale tassello, posizionato lungo la strada della conoscenza e dell’innovazione anche grazie al team lacustre, che nel frattempo si prepara ad una nuova ed entusiasmante avventura da vivere sul terreno di gioco.

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