31 Luglio 2016

Dall’associazione Luca Coscioni l’app “No-Barriere”: per i disabili sarà più facile muoversi in città

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Molto interessante ed utile, per tutti i disabili che vogliono muoversi per le strade italiane, “No-Barriere”, l’app lanciata dall’associazione Luca Coscioni. In Italia infatti è “quasi ovunque disattesa la Legge del 2006 per la tutela contro le discriminazioni”, denuncia Marco Cappato, tesoriere dell’associazione.

(uildmmilano.it)

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Dall’associazione Luca Coscioni l’app “No-Barriere”: per i disabili sarà più facile muoversi in città. Marciapiedi dissestati o senza scivolo per farvi accedere una sedia a rotelle, ascensori non funzionanti, luoghi pubblici, come le questure, accessibili solo attraverso scalini. Roma non è un Paese per disabili e non lo sono neanche la maggior parte delle città italiane. Costrette quotidianamente ad affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli però le persone con disabilità ora hanno un”arma’ per segnalare le barriere architettoniche e ricevere aiuto per abbatterle. Dopo un periodo sperimentale, debutta ufficialmente la App “No-Barriere”, iniziativa lanciata dall’Associazione Luca Coscioni, presentata negli scorsi giorni con una dimostrazione dal vivo, lungo un “percorso a ostacoli” nelle vie del centro storico della capitale.

Scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet, per utenti Android e iOs, la App è dedicata non solo ai tanti che ogni giorno fanno i conti in prima persona con gli ostacoli disseminati lungo le strade delle nostre città, ma anche a chiunque voglia attivarsi per contribuire a segnalare le barriere architettoniche. Basta scattare una foto, inserire una breve descrizione del problema e attivare la geolocalizzazione.

La segnalazione viene automaticamente visualizzata online e permette di avere una mappatura delle “anomalie”. Ma allo stesso tempo la notifica viene inviata all’associazione Luca Coscioni, che la valuta e fornisce indicazioni al cittadino su come denunciare la barriera al sindaco del comune di riferimento. “Se non se ne fa carico – spiega Rocco Berardo, dirigente dell’associazione – entro tempi ragionevoli, si può procedere per vie legali per rivendicare il proprio diritto a non essere discriminati”.

“Le pubbliche amministrazioni potrebbero adottare l’App perché consente un dialogo diretto con i cittadini e un modo per avere una percezione immediata dei problemi che incontrano”, commenta il segretario dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo.(ANSA).

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