(articolo Annibale Figini) È mattina. Siamo a Luino, fa freddo, c’è un’atmosfera tipicamente invernale, con una luce smorzata da una coltre di nubi; il lago s’agita mollemente, serrato dalla sua corona di montagne…
Il traffico, lentamente, si va intensificando, tanto che un vigile, intabarrato per difendersi dall’umidità che penetra nelle ossa, s’impadronisce dell’incrocio e comincia a regolare il deflusso delle autovetture. Qualche passante scivola velocemente per la strada, diretto al lavoro. All’improvviso, qualcosa scende dal cielo di piombo, roteando caoticamente… è un piccione, che solo a pochi centimetri da terra riesce a planare, rendendo l’atterraggio meno problematico.
La bestiola è in grosse difficoltà; la sua ala sinistra è macchiata di sangue. In qualche modo si è ferita e, ripresasi dopo il brusco arrivo, cerca faticosamente di mettersi a salvamento. Non è facile per un pedone muoversi in mezzo al traffico, figuriamoci per un pennuto, per di più sofferente! L’animale, spaventato a morte, si sposta a fatica, corre il rischio di essere travolto da una macchina.
Ecco che arriva in suo soccorso il vigile; notata la bestiola in difficoltà, non ci pensa un attimo: blocca tutti, pure i pedoni. Il povero piccione riesce, sia pure a fatica, a raggiungere un angolo tranquillo e tutti lo osservano mentre attraversa la strada. Solo quando il volatile è al sicuro, tra le mani di un passante di buon animo, che lo ha preso per curarlo e medicarlo, il buon vigile si risolve a lasciar via libera alle autovetture…
Non è una favola, simile a quelle che una volta i nonni raccontavano ai bambini di sera, attorno al focolare, prima di andare a dormire: è un fatto veramente accaduto, sia pure tanti, tanti anni fa. A darne notizia fu la «Domenica del Corriere», del 7 gennaio 1962, corredando la notiziola con un bel disegno di Walter Molino, che ci mostra il piccione ferito che attraversa lentamente la strada davanti al suo salvatore, un baldo vigile, definito – per l’appunto! – “zoofilo”.
(Fonte Eco del Varesotto)
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