È il giorno 18 luglio, alle ore 18 circa, quando una pattuglia della Polizia Locale del Medio Verbano viene allertata per intervenire in Casalzuigno, lungo la strada statale 394 per un incidente stradale con feriti tra un’autovettura ed uno scooter.
Lo scontro, causato dalla mancata precedenza dell’autovettura, ha fatto cadere a terra la conducente di uno scooter che transitava sulla statale con direzione Cittiglio. Le condizioni della motociclista sembravano stabili ed è stata trasportata in codice giallo presso il pronto soccorso di Varese. Sul posto gli operatori di polizia, come da prassi, hanno sentito i due occupanti dell’autovettura ed il giorno seguente la motociclista.
Sin da subito, alcuni atteggiamenti degli occupanti dell’auto, oltre alle ferite riportate da uno degli occupanti, avevano destato sospetti negli operatori che così hanno approfondito le indagini rientrati presso il Comando di Cittiglio, guidato dal Commissario Capo Manuel Cinquarla. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate lungo il percorso compiuto dall’autoveicolo, si è potuto accertare che alla guida dell’auto vi era la persona che durante i rilievi si era dichiarata passeggera.
Convocati gli attori del sinistro presso il Comando di Polizia Locale nei giorni seguenti, gli stessi, dopo un primo tentativo di riconfermare quanto dichiarato durante i rilievi, avevano ammesso di aver architettato questo stratagemma per eludere gli operatori di polizia.
La motivazione? La conducente dell’autovettura, di giovane età, era in possesso del solo foglio rosa che autorizzava all’esercitazione alla guida. La sanzione amministrativa che viene elevata a chi non rispetta il segnale dare precedenza e cagiona un sinistro stradale con feriti, avrebbe “macchiato” la nuova patente della ragazza e comportato la sospensione della stessa per un periodo di tempo disposto dalla Prefettura competente per territorio.
Conducente e trasportato sono stati quindi denunciati alla competente Autorità Giudiziaria in concorso per il reato di sostituzione di persona ex art. 494 C.P. che prevede la pena della reclusione fino al massimo di un anno.
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