Varese | 27 Luglio 2019

Agriturismo è il “cuore” della cucina lombarda: l’80% dei prodotti dalla filiera agricola del territorio

Rivoluzione anche per vino e pesce, che dovranno venire da sole aziende lombarde, Grignani: “Le aziende ancor più ambasciatrici delle tipicità locali”

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C’è tutto il gusto della Lombardia al centro della cucina in agriturismo. Ora anche la nuova legge regionale conferma e definisce quella che è già una consuetudine di fatto, ovvero la prevalenza piena – nella misura minima dell’80% – dei prodotti regionali utilizzati per la preparazione di pranzi, cene e merende.

“Una decisione importante e che fotografa ciò che, per i nostri agriturismi, è una responsabilità già consolidata: ovvero, l’essere interpreti di un territorio e di una memoria gastronomica che si concretizza in una cucina che ha un legame inscindibile con la terra, l’agricoltura e la tradizione” afferma Massimo Grignani, presidente di Terranostra Varese e Terranostra Lombardia.

Grignani è impegnato in queste settimane in una serie di incontri sul territorio regionale per illustrare la normativa: nei giorni scorsi, anche gli operatori agrituristici del Varesotto hanno avuto modo di approfondire il tema durante un meeting al City Hotel di Varese.

Grignani, accompagnato dal direttore di Coldiretti Varese Giovanni Luigi Cremonesi, ha rimarcato i punti salienti della nuova legge regionale: almeno 4 prodotti agricoli su 5 (pari all’80%) serviti negli agriturismi dovranno essere Made in Lombardia, una percentuale ancor più restrittiva per quanto riguarda il pesce (che, di conseguenza, dovrà essere esclusivamente d’acqua dolce) e il vino (per quest’ultimo caso è consentita una piccola deroga che consente di acquisire etichette da aziende agricole vinicole di province confinanti fuori regione: per Varese, quindi, unicamente da Novara e Verbania).

Accogliamo positivamente le modifiche apportate alla normativa, volte a tutelare ulteriormente i sapori e le tradizioni del territorio: la legge rappresenta un passo in avanti a favore dei prodotti tipici e valorizza il lavoro e l’eccellenza delle offerte proposte, in difesa del territorio e dei suoi prodotti. Ed è importante ricordare l’importante lavoro di confronto svolto da Coldiretti e Terranostra in fase di discussione del provvedimento”.

Con l’adozione della nuova disciplina regionale, “le nostre aziende saranno ancora di più ambasciatrici delle tipicità locali anche nei confronti di un turismo che guarda con crescente attenzione e fiducia alle nostre strutture, che garantiscono una vacanza “green” in grado di coniugare ambiente, buon cibo e tradizioni, con il valore aggiunto dell’accoglienza in una famiglia rurale orgogliosa delle proprie radici e del proprio lavoro” commenta ancora Grignani, che rimarca altresì “l’importanza di comunicare il territorio attraverso i nuovi canali social e internet, con l’esempio vincente del sito AgriturismiVarese.it che costituisce un elemento sempre più utilizzato per entrare in diretto contatto con le strutture agrituristiche aderenti a Terranostra e Coldiretti, che sono comunque a disposizione di tutti gli operatori per fornire il necessario supporto”.

Il cibo – conclude la Coldiretti prealpina – rappresenta il vero valore aggiunto delle vacanze nel territorio prealpino e lombardo: la nostra regione, infatti, può contare su un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati, con 34 tra DOP e IGP, 41 denominazioni vinicole tra Docg, Doc e Igt e 251 prodotti tradizionali.

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