Luino | 8 Luglio 2019

Gruppo Unità Cinofile di Luino, un’eccellenza italiana lasciata da sola

Il presidente dell'associazione Giovanni Cotugno: "Da 25 anni siamo un punto di riferimento per l'addestramento, ma da anni le istituzioni non ci sostengono più"

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Una storia che dura da oltre 25 anni è quella del campo di addestramento realizzato e gestito dal Gruppo Unità Cinofile di Luino, sito in via della Roggia a Voldomino, dove vengono addestrati i cani da soccorso in superficie e sotto le macerie per gli esami operativi organizzati dall’Ucis/Enci (Unita cinofile italiane da soccorso).

Oltre a questo proprio qui a Luino, uno dei quattro campi presenti in tutta la penisola, si tengono gli esami veri e propri con persone che arrivano da tutta Italia e anche dalla vicina Svizzera, in un’area di 1600 metri quadrati. “Da una parte – spiegano due volontari, Valerio Cabrini e Angiolino Dissegna – c’è lo spazio utilizzato per i corsi dedicati al controllo del cane, alle condotte e all’agility, con scale, tubi, salti e passaggi in bilico, mentre dall’altra, dove ci sono tutte le macerie, l’area si usa per addestrare i cani al soccorso di ricerca”.

Non solo tanti cittadini privati del territorio partecipano e iscrivono i loro cani ai corsi, ma grazie ad una convenzione messa a punto dal Comune di Luino con le forze dell’ordine, infatti, sono tanti i gruppi di Carabinieri Forestali, Polizia e Vigili del fuoco, provenienti da qualsiasi regione d’Italia, ad usufruire della struttura che ogni mese addestra una decina di cani.

In questi casi si tratta di cani che sono impegnati in qualsiasi catastrofi, come terremoti, frane e altre calamità naturali, come avvenuto ad Amatrice e Rigopiano, dove l’80% degli esemplari utilizzati nelle ricerche sono “passati” proprio da Voldomino. Come in tutte le realtà associative, nonostante l’eccellenza riconosciuta in tutta Italia, però, ci sono tanti problemi quotidiani, come quello delle poche risorse a disposizione per compiere manutenzione ed interventi migliorativi all’interno del campo, senza dimenticare il ricambio generazionale che dando uno sguardo al futuro preoccupa.

Per usufruire del campo, infatti, non vi sono costi particolari, se non quello di aderire all’associazione. “Abbiamo apprezzato la visita del consigliere regionale Giacomo Cosentino – commenta il presidente Giovanni Cotugno, uno dei pochi in Italia ad aver titolo di addestratore riconosciuti a tutti i livelli -, che ha preso coscienza dei nostri problemi e si è messo a lavoro provando a capire come aiutarci anche grazie al suo impegno in Regione Lombardia. Siamo in attesa di vedere quanto e come ci potrà aiutare. Dispiace però che l’amministrazione luinese non si ricordi di noi. Se ai tempi dell’ex sindaco Gianercole Mentasti ricevevamo 2-3mila euro all’anno, l’amministrazione Pellicini l’ultima volta che ci ha destinato fondi (mille euro, ndr), è stata durante il suo primo anno non appena eletto”.

Da affrontare vi sono tante spese, infatti, tra fornitura elettrica, manutenzione, assicurazioni e mezzi di trasporto, e sebbene non siano elevate i volontari sono costretti ad autotassarsi per portare avanti l’associazione e il servizio garantito non solo ai cittadini privati, ma anche alle forze di polizia.

“La nostra attività, quindi, è mossa da una grande passione, ma fatichiamo ad andare avanti – conclude Cotugno -. Sono tante le scuole e gli studenti che ci vengono a trovare, ai quali facciamo conoscere la nostra realtà e dimostriamo loro come operano i nostri cani da soccorso. Il fine della nostra attività è sociale e ci piacerebbe avere un riconoscimento. Qui abbiamo costruito tutto da zero, realizzando ed acquistando attrezzature, rendendo anche il campo macerie utilizzabile dall’Enci. Ci appelliamo a Comune, enti superiori e cittadini per sostenere la nostra associazione”.

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