Alto Varesotto | 17 Giugno 2019

Chiusura notturna dei valichi, in Ticino c’è chi vuole riattivare la misura

Ridiscussa in Consiglio degli Stati la mozione del 2014 firmata dalla senatrice Roberta Pantani. Il provvedimento non è stato archiviato e potrebbe tornare in vigore

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La recente sequenza di furti ai bancomat del confine ha aperto uno spiraglio in Ticino per riportare in primo piano un provvedimento particolarmente discusso, ma allo stesso tempo particolarmente caro alla Lega. Si tratta della chiusura notturna dei valichi minori, disciplinata da una mozione firmata dalla senatrice Roberta Pantani.

Una proposta datata 2014 – il cui contenuto è già stato applicato in forma sperimentale per sei mesi, nel 2017 – su cui il Consiglio degli Stati è tornato ad esprimersi, decidendo di rimandare l’archiviazione. Le ragioni di questo passo indietro, come detto, sono riconducibili al comparto sicurezza dei comuni posti al confine, sia sul versante Comasco che su quello dell’Alto Varesotto.

I valichi non commerciali, già oggetto della misura, sono infatti tre: Pedrinate – Chiasso, Marcetto – Novazzano e Ponte Cremenaga, con quest’ultima dogana al centro di una dura presa di posizione, nell’aprile di due anni fa, da parte di alcuni amministratori del Luinese, preoccupati per i disagi arrecati a residenti e frontalieri all’interno della fascia oraria di chiusura al traffico, quella che va dalle 23 alle 5.

Gli stessi sindaci, come ha riportato il quotidiano La Prealpina, sono stati nuovamente interpellati sul tema, e le opinioni in merito non sono affatto cambiate. Unanime il giudizio espresso da Andrea Pellicini (Luino), Corrado Nazario Moro (Dumenza), Domenico Rigazzi (Cremenaga) e Fabio Passera (Maccagno con Pino e Veddasca). Il punto della questione è rimasto immutato, stando alle dichiarazioni dei primi cittadini: quei valichi considerati “secondari” sulla sponda elvetica, sono in realtà sbocchi fondamentali nella vita quotidiana di tante persone, e la soluzione va ricercata tramite altri accorgimenti, lavorando ad esempio sul potenziamento delle telecamere, sui sistemi di lettura targhe e investendo negli altri apparecchi elettronici che soddisfano le richieste di prevenzione, e consentono di monitorare il transito dei veicoli in tempo reale.

Un altro aspetto infine non va dimenticato. Nonostante la sensazione di una maggiore sicurezza, percepita da sindaci e cittadini ticinesi durante l’applicazione temporanea della chiusura notturna, la limitazione oraria non ha inciso in maniera determinante sul tasso di criminalità in Ticino.

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