Luino | 1 Giugno 2019

Luino, “Via slot machine e Wi-Fi dal nostro bar, spazio alle persone”

La 33enne Arianna Pasini, insieme a Giulia Cignolo e a tutto lo staff, ha rilevato il "Caffè Marconi" a marzo. "Vogliamo incentivare le relazioni tra i clienti"

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“Quando siamo entrate qui a marzo abbiamo trovato le slot machine della scorsa gestione. Le abbiamo tenute sempre spente, il contratto non era intestato a me e non aspettavo altro che le venissero a ritirare. Sì, certo, avremmo avuto la possibilità di fare il passaggio di gestione, avremmo sicuramente guadagnato di più, ma i soldi non sono tutto nella vita. Ci siamo messe alla prova in questa nuova avventura con l’obiettivo di mettere al centro del nostro locale le persone: via le slot, nessun Wi-Fi“.

Con queste parole Arianna Pasini, 33enne milanese da sempre legata a Luino, annuncia la scelta coraggiosa di togliere dal proprio locale, il “Caffè Marconi” (quello davanti alla stazione ferroviaria), le macchinette cosiddette mangiasoldi. “Non vogliamo che le persone vengano al bar per perdere il loro tempo e i loro soldi, alienandosi davanti alle slot e diventandone dipendenti, rovinandosi così la vita, in alcuni casi per sempre”.

Questa grave piaga sociale, quella del gioco d’azzardo patologico, da tempo è sotto le luci dei riflettori nel territorio luinese, dove il Piano di Zona, che comprende oltre una ventina di comuni, dopo un lavoro durato anni, ha approvato un regolamento condiviso che ha trovato attuazione in un’ordinanza emessa da quasi tutte le amministrazioni comunali, nella quale sono state decise tre fasce orarie durante le quale le “macchinette” devono rimanere spente: dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21.

Questa decisione ha creato parecchi malumori tra gestori ed associazioni di categoria, a tal punto da portarli a ricorrere al Tarper richiedere non solo la sospensione dell’ordinanza, ma anche un risarcimento per eventuali danni. L’obiettivo dei comuni, però, era anche quello di sensibilizzare la comunità, e per questo da tempo stanno lavorando insieme alle scuole e alle giovani generazioni.

Vogliamo incentivare le relazioni umane tra tutti i clienti – continua Arianna -. Proprio per questo stiamo sistemando i locali interni, dove inseriremo un calcio balilla e dove cercheremo di organizzare eventi culturali e conviviali, sperando che le associazioni di tutto il territorio ci possano dare una mano per coinvolgere i cittadini luinesi”.

Una scelta controcorrente, quindi, quella di Arianna Pasini e Giulia Cignolo, con diverse esperienze lavorative tra Milano e Canton Ticino, che, insieme al giovane staff composto anche da Veronica Casarotti, Alessia Anania e Sara Volontieri, mettendo in secondo piano i guadagni, hanno deciso di darsi come priorità assoluta la “persona”, nel senso più alto del termine.

“Per questa ragione – commentano gli attivisti pentastellati -, in linea con quanto portato avanti da qualche anno a questa parteabbiamo voluto premiare il ‘Caffè Marconi’ con il logo ‘No Slot Area’ da noi ideato, e con una simpatica mascotte, per la scelta etica di aver tolto l’angolo slot machine a favore di qualche tavolo in più per ospitare i loro clienti”. “Sono soddisfatto – conclude Gianfranco Cipriano, ideatore dell’iniziativa -, perchè pian piano la scelta No Slot sta contagiando diverse attività. Quel logo con la scritta ‘Amiamo i nostri clienti’ è sempre più diffuso all’ingresso dei locali aderenti, per sensibilizzare giocatori e non a premiare una scelta etica, rinunciando a più facili guadagni a discapito di patologici giocatori”.

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