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Alto Varesotto | 29 Dicembre 2018

Alto Varesotto, si espande a macchia d’olio l’ordinanza anti slot per contrastare il GAP

Anche altri comuni, come Maccagno con Pino e Veddasca, Lavena Ponte Tresa, Cunardo e Germignaga, hanno emesso in questi giorni l'ordinanza anti slot machine

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Oltre al paese lacustre, anche altri comuni del Piano di Zona del distretto di Luino, dopo la riunione dello scorso dicembre,  stanno portando avanti il progetto relativo al regolamento che va a contrastare il gioco d’azzardo patologico. Sono tanti, infatti, i comuni che stanno pubblicando l’ordinanza sindacale per l’entrata in vigore della misura con l’inibizione del gioco durante “orari strategici per l’equilibrio psicofisico”.

Diversi i comuni che già da metà dicembre hanno emesso l’ordinanza, tra cui Maccagno con Pino e Veddasca, Lavena Ponte Tresa, Cunardo e Germignaga, eccezion fatta per Mesenzana che, invece, ha deciso di non aderire al proteggo, per tutelare le realtà commerciali presenti sul territorio comunale. E così, nonostante il parere negativo dell’Ascom Luino e di tanti esercenti, l’iniziativa portata avanti in primis dall’assessore ai Servizi Sociali, Caterina Franzetti, e dal sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, nel 2019 prenderà vita.

Un esordio che, dopo il responso della giunta di alcuni giorni fa, è fissato per il 20 febbraio, consentendo così a tutti gli esercenti coinvolti di organizzare nel migliore dei modi la rinnovata gestione degli apparecchi. A fare la differenza, come abbiamo più volte sottolineato nel corso dei mesi seguendo l’evoluzione del processo, saranno infatti le tre fasce orarie durante le quale le “macchinette” non potranno essere utilizzate dai clienti e dovranno pertanto rimanere spente: dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21.

Momenti della giornata scelti non a caso dagli ideatori della misura, che nasce come opposizione al gioco patologico e alla dipendenza, per prevenire situazioni sociali ad alto rischio e tentare una svolta in positivo per quelle già in corso.

Come recita il regolamento stesso, la pausa obbligatoria dalle puntate si pone come obiettivo quello di “rendere difficoltoso il consumo di gioco in orari tradizionalmente e culturalmente dedicati alle relazioni familiari“, creando così una barriera tra il giocatore e il dispositivo che in alcuni spazi fondamentali della giornata introduca il meccanismo della “pausa forzata” a tutela dell’equilibrio psico fisico. Saranno i risultati a determinare l’effettiva utilità del provvedimento, sia in termini di contrasto della dipendenza, sia per quanto riguarda la capacità di adattamento di baristi e proprietari di sale.

Ora la palla ripassa a tutti gli altri sindaci del distretto per l’azione conclusiva, in attesa dell’entrata in vigore dell’ordinanza.

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