Europa | 13 Aprile 2019

Europa: scimmie al volante (Affen am Steuer*)

Per me, l’Europa è un gruppo di persone che si stimano a vicenda - Für mich ist Europa eine Gemeinschaft von Menschen, die einander schätzen

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(L’articolo è apparso sull’ultimo numero di Cunta Su – Cronache Vostre. La traduzione tedesca è inedita) 

Prima la Germania, poi Malta, l’Olanda, la Francia… Il Governo, o meglio quelli che lo guidano se la prendono più o meno con tutti, con argomenti quanto meno bizzarri, credo anche secondo i loro elettori.

Tra poco si voterà per le europee, e la campagna elettorale è evidentemente iniziata, con una gara a chi la spara più grossa e a chi sfascia più roba (tra cui il nostro lavoro, i nostri risparmi e la nostra immagine nazionale). Io non voglio essere da meno, e avrei voluto scrivere un bell’articolo un po’ altisonante sull’importanza dell’Europa unita e compagnia bella. Avrei voluto parlare di Nadia Murad, l’ultimo premio Nobel per la pace, una giovane donna nata nel 1993, irachena yazida di famiglia contadina, che nell’agosto del 2014, a ventun anni, viene rapita dallo Stato Islamico, schiavizzata, picchiata e stuprata. Una donna che ha trovato rifugio a Stoccarda, in Germania, e ha dichiarato: «Solo in Europa mi sono sentita in salvo, perché solo in Europa ho trovato ascolto». In Europa, ha dichiarato, non in Germania. In Europa.

Di questo avrei voluto scrivere, ma ho pensato di raccontare qualcosa che forse è meno importante, ma più personale. Cosa è, per me, l’Europa.

Per me l’Europa è quel sacchettino di plastica con dentro le prime monetine di euro, distribuito dalle Poste nel 2002, per imparare a maneggiarle e iniziare a familiarizzarci. Conteneva 11 monete da 1 centesimo, 10 monete da 2 centesimi, 10 monete da 5 centesimi, 6 monete da 10 centesimi, 5 monete da 20 centesimi, 5 monete da 50 centesimi, 4 monete da 1 Euro, 2 monete da 2 Euro. Ce l’abbiamo ancora in casa, da qualche parte.

Per me l’Europa è stato uno dei primi viaggi all’estero con gli amici, nel 2005, a Praga, con la sola carta d’identità, senza il cellulare e la birra che costa meno dell’acqua. E infatti alla fine ce ne siamo rovesciata addosso un boccale.

Per me l’Europa è un trekking tra Val Masino e Valmalenco nel 2007, organizzato dall’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche, quella che certifica gli imbrachi da arrampicata) lungo il sentiero Roma, a seguito del quale, per mantenere i contatti coi ragazzi provenienti da mezzo mondo, ho scelto di iscrivermi a Facebook.

Per me l’Europa è la Giornata mondiale della Gioventù a Madrid, nel 2011, quando gli organizzatori spagnoli hanno fatto male i conti delle ostie e non c’era la comunione per tutti, e pioveva così tanto che han fatto bagnare anche il Papa (quello di prima): probabilmente erano secoli che un pontefice non prendeva acqua.

Per me l’Europa è l’Interrail nel 2013, con partenza da Bellinzona, tappe a Praga, Vienna, Bratislava, Lubiana, Pirano e arrivo a Venezia. A tenere i conti su un quadernino per poi dividere equamente le spese a fine vacanza. Vienna mi è piaciuta così tanto che come seconda lingua straniera, in università, poi ho scelto il tedesco.

Per me l’Europa è l’Erasmus in Svezia, durante il quale, grazie a un amico per metà svedese e per metà francese, ho assistito per la prima (e unica) volta alla Messa Tridentina. È Kiruna, dove ho comprato il mio maglione natalizio preferito, fatto dai Sami. È il Museo delle Ceramiche di Gustavsberg: nel negozio accanto al Museo, rovistando in una cassa piena di stoviglie rotte, ho trovato una tazza fatta a Laveno. Ce l’ho in camera e ci metto le monetine. Ah, a Stoccolma si pagava un sacco il roaming. Ora non più.

Per me l’Europa è un amico bavarese che da Zurigo viene a Laveno per la mia festa di compleanno e dato che è il 2 luglio 2016, vediamo la partita Germania-Italia al bar Milano. Finisce 7 a 6 ai rigori, e gli suggerisco di non esultare troppo forte, se vuole tornare vivo a Ratisbona.

Per me l’Europa è l’amicizia con Alexander, Pier Francesco, Jacob, Karina e Annalisa, che ho rivisto il 29 dicembre 2018: ci siamo incontrati a Milano Centrale, abbiamo noleggiato una macchina e siamo andati a visitare Bellagio; sia loro che io, per la prima volta, abbiamo mangiato i missultén.

Per me l’Europa non è un po’ di gente che sta assieme per convenienza e che appena può cerca di fregarsi a vicenda. Per me, l’Europa è un gruppo di persone che si stimano a vicenda, che condividono una visione comune e scelte concrete. Questa è la mia esperienza: forse in vista delle elezioni europee vale la pena di dedicare qualche minuto per capire quali legami ha reso possibili l’Europa per come la conosciamo.

* Il titolo è preso in prestito da Alberto Forchielli, giornalista e imprenditore, che ha definito così alcuni componenti dell’attuale Governo, durante “Otto e mezzo” del 25 gennaio, su La7.

Erst Deutschland, dann Malta, dann die Niederlande, und jetzt Frankreich… Die italienische Regierung, oder vielmehr diejenigen, die in ihr das Sagen haben, legen sich mit mehr oder weniger allen an, und das mit Argumenten, die, so glaube ich, sogar für ihre eigenen Wähler einigermaßen bizarr wirken.

Demnächst finden die Wahlen zum Europäischen Parlament statt, und der Wahlkampf hat offensichtlich schon begonnen – als Wettbewerb darin, wer die größten Töne spuckt und wer das meiste Porzellan zerbricht (darunter unsere Arbeitsplätze, unsere Ersparnisse und unser nationales Ansehen). Ich will da nicht nachstehen, und ich wollte eigentlich einen schönen, wohltönenden Artikel schreiben über die Bedeutung eines vereinten Europas, und noch viel mehr. Ich wollte eigentlich von Nadia Murad erzählen, die erst neulich den Friedensnobelpreis gewonnen hat, einer jungen Frau Jahrgang 1993, aus einer jesidischen Bauernfamilie im Irak: Sie wurde im August 2014 als Einundzwanzigjährige vom Islamischen Staat entführt, versklavt, misshandelt und vergewaltigt. Eine Frau, die schließlich Zuflucht in Stuttgart in Deutschland gefunden hat, wo sie erklärte: „Erst in Europa habe ich mich sicher gefühlt, erst in Europa hat man mir zugehört.“ In Europa hat sie gesagt, nicht in Deutschland. In Europa.

Davon wollte ich eigentlich schreiben, aber dann überlegte ich: vielleicht sollte ich etwas weniger Wichtiges und stattdessen etwas viel Persönlicheres erzählen: Was Europa für mich selbst bedeutet.

Für mich ist Europa die Plastiktüte mit den ersten Euro-Münzen, die 2002 auf den Postämtern verteilt wurden, damit wir lernen konnten, mit den neuen Geld umzugehen und uns mit den neuen Münzen vertraut zu machen. Es enthielt 11 Münzen zu je 1 Cent, 10 Münzen zu je 2 Cent, 10 Münzen zu je 5 Cent, 6 Münzen zu je 10 Cent, 5 Münzen zu je 20 Cent, 5 Münzen zu je 50 Cent, 4 Münzen zu je 1 Euro, 2 Münzen zu je 2 Euro. Wir haben unsere Tüte immer noch irgendwo zu Hause.

Für mich ist Europa eine der ersten Auslandsreisen mit Freunden 2005 nach Prag, nur mit Personalausweis und ohne Mobiltelefon, und dem Bier, das weniger kostete als Wasser. Und in der Tat haben wir uns am Schluss mit einem Glas davon vollgeschüttet.

Für mich ist Europa eine Wanderung zwischen Val Masino und Valmalenco im Jahr 2007, die von der UIAA (Internationaler Verband der Alpenvereine, die Klettergurte zertifiziert) entlang des Sentiere Roma organisiert wurde; um nachher den Kontakt mit den Wanderkameraden aus aller Welt aufrechtzuerhalten, habe ich dann beschlossen, Facebook beizutreten.

Für mich ist Europa der Weltjugendtag in Madrid im Jahr 2011, als die spanischen Organisatoren die Zahl der benötigten Hostien falsch berechnet hatten und nicht alle an der Kommunion teilnehmen konnten. Es regnete so stark, dass sogar der damalige Papst nass wurde, was wahrscheinlich das erste Mal seit Jahrhunderten war, dass ein Pontifex in den Regen geriet.

Für mich ist Europa Interrail 2013, mit Abfahrt von Bellinzona, Zwischenstationen in Prag, Wien, Bratislava, Ljubljana, Piran, und Ankunft in Venedig, als wir alle Ausgaben in einem Notizbuch vermerkten und sie am Ende des Urlaubs aufteilten. Ich mochte Wien so sehr, dass ich mich später an der Universität für Deutsch als zweite Fremdsprache entschieden habe.

Für mich ist Europa Erasmus in Schweden, im Laufe dessen ich dank eines halb-schwedischen, halb-französischen Freundes das erste (und einzige) Mal eine Tridentinische Messe miterlebt habe. In Kiruna habe ich meinen Lieblings-Weihnachtspullover gekauft, der vom Volk der Samen gefertigt wurde. Europa ist auch das Keramikmuseum in Gustavsberg: Im Laden neben dem Museum stöberte ich in einer Kiste voll zerbrochenen Geschirrs, und ich stieß auf eine Tasse, die in Laveno hergestellt worden war. Ich habe sie immer noch in meinem Zimmer und bewahre meine Münzen darin auf. Ah, in Stockholm bezahlte man damals ein Vermögen für Roaming. Jetzt nicht mehr.

Für mich ist Europa ein bayerischer Freund, der aus Zürich zu meiner Geburtstagsfeier nach Laveno kommt. Da an diesem 2. Juli 2016 ausgerechnet das WM-Spiel Deutschland-Italien stattfand, sahen wir uns die Partie in der Bar Milano an. Es endete 7:6 im Elfmeterschießen, und ich legte meinem Freund nahe, nur nicht zu laut zu jubeln, wenn er lebend nach Regensburg zurückkommen wollte.

Europa ist für mich die Freundschaft mit Alexander, Pier Francesco, Jacob, Karina und Annalisa, die ich am 29. Dezember 2018 wiedergesehen habe: Wir trafen uns in Milano Centrale, mieteten ein Auto und besuchten Bellagio, wo sowohl meine Freunde als auch ich zum ersten Mal Missultén, den lokaltypisch gesalzenen und sonnengetrockneten Fisch, aßen.

Für mich ist Europa kein Zweckbündnis, zu dem man sich nur aus eigenem Vorteil gesellt, und in dem man sich, sobald es passt, gegenseitig übers Ohr haut. Für mich ist Europa eine Gemeinschaft von Menschen, die einander schätzen, und die eine gemeinsame Vision und konkrete Entscheidungen teilen. Das ist meine Erfahrung: Vielleicht lohnt es sich angesichts der Europawahlen, ein paar Minuten drauf zu verwenden und darüber nachzudenken, welche Bindungen das Europa, so wie wir es kennen, möglich gemacht hat.

* Der Titel wurde von Alberto Forchielli, Journalist und Unternehmer, entliehen, der während der Sendung “Otto e Mezzo” am 25. Januar auf La7 einige Elemente der aktuellen Regierung so definierte.

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