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Brusimpiano | 2 Aprile 2019

Brusimpiano, rubava le offerte in chiesa: condannata una donna

La signora ha compiuto furti per circa 500 euro ed è stata condannata a quattro mesi e quindici giorni di reclusione e a 130 euro di multa

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Una donna è stata condannata a quattro mesi e quindici giorni di reclusione e a 130 euro di multa, con la concessione delle attenuanti generiche e i doppi benefici di legge, dopo aver rubato dalla cassetta delle offerte del Santuario di Ardena, nel territorio di Brusimpiano.

I fatti, come riportato stamane dalla Prealpina, sono avvenuti nel 2013, quando erano iniziate le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Luino, dopo la denuncia dell’allora parroco, don Francesco Donghi. Una signora, infatti, aveva detto al custode della chiesa di aver messo 50 euro nella cassetta dell’offerta, ma all’apertura la triste scoperta: della banconota nessuna traccia. Da qui aveva capito ci fosse qualcosa di strano e il lavoro dei militari dell’Arma hanno portato all’identificazione di una donna, la presunta ladra che ai tempi era incensurata, e al successivo processo che si è concluso ieri pomeriggio.

“L’imputata, difesa dall’avvocato Cesare Bonazzi, è stata riconosciuta responsabile di quel furto e di altri (bottino circa di 500 euro). La donna, da quanto si è evinto dal processo, per commettere i furti nella cassetta delle offerte usava uno strumento che una volta le era caduto accidentalmente nel contenitore, in seguito recuperato dal custode: un’asta di legno, un pezzo di metro da muratore, con nastro biadesivo e calamita a un’estremità, in grado di entrare dalla fessura nella cassetta e di raccogliere biglietti e monete”, spiega ancora Prealpina.

Durante le indagini i carabinieri hanno esaminato le immagini delle telecamere di videosorveglianza all’interno della chiesa, scoprendo due donne a compiere i furti, senza riuscire a riconoscere i volti. Solo con l’uso di un’altra telecamere, installata proprio davanti alla cassetta delle offerte, si era riuscire a riconoscere una delle due donne, più volte vista dal custode all’interno della chiesa nei pressi della cassetta.

Se la pm Lucilla Gagliardi ieri ha chiesto le attenuanti generiche, una condanna a sei mesi di carcere e 200 euro di multa, il difensore puntava all’assunzione, visto che non ci sarebbe nessuna prova sul primo colpo e ci sarebbero dubbi sul riconoscimento nel secondo caso. Il difensore, inoltre, confermando la sua tesi, ha aggiunto: “Quando una persona arriva a rubare nella cassetta delle offerte di una chiesa ha sicuramente grossi problemi di salute ed equilibrio”.

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