La notizia non è di quelle destinate a scuotere le sorti di un provvedimento ampiamente discusso già prima della sua entrata in vigore, la misura “anti slot” voluta dal Piano di Zona del Luinese, ma segna un primo margine di apertura rispetto al confronto tra le parti coinvolte, amministratori e commercianti, fino ad oggi rimasto nell’ombra.
E’ passato un mese da quando il regolamento che impone restrizioni orarie al funzionamento delle “macchinette” è entrato in vigore, e nella giornata di lunedì, 18 marzo, le delegazioni dei due gruppi hanno finalmente preso posto attorno a un tavolo presieduto da Fabio Passera, sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca nonché presidente dell’assemblea distrettuale.
Un incontro cordiale, come riporta oggi il quotidiano La Prealpina, che se non è servito a smussare le divergenze tra esercenti e sindaci, improntate rispettivamente sulla distanza che passa tra profitto e gestione di una patologia, che al di là dei punti di vista e delle priorità esiste e va contrastata, ha offerto delucidazioni sullo strumento più indicato per lavorare proprio in questa direzione: il dialogo.
Il percorso dunque proseguirà, almeno per il momento, su due linee distinte: quella dei responsabili di bar, locali e sale slot, che hanno ribadito l’intenzione di fare ricorso al tribunale amministrativo regionale per un riscontro sulla legittimità del regolamento, e quella dei sindaci del territorio convinti di aver azionato un meccanismo utile per lavorare sul recupero del giocatore compulsivo.
Lo scambio di idee era atteso da diverso tempo e terminata la riunione, sottolinea ancora il quotidiano locale, alcuni partecipanti hanno lodato la scelta di darsi appuntamento e discutere. Il verdetto del TAR da una parte e i primi dati statistici sugli effetti della misura dall’altra, forniranno sicuramente qualche elemento aggiuntivo per inquadrare il futuro dell’intera vicenda.
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