La sezione della Lega Nord di Laveno Mombello, dopo la pubblicazione da parte del circolo lavenese del Pd dell’articolo “L’ex sindaca condannata per diffamazione”, è intervenuta replicando duramente. La vicenda riguardava alcune frasi pubblicate nel 2012, durante l’amministrazione Giacon, sul periodico comunale “L’Informatore-Cronache nostre”, nei confronti dell’assessore Enrico Rodari ritenute diffamatorie da parte del Tribunale di Novara.
“Innanzitutto – afferma il segretario cittadino leghista, Roberto Bianchi -, esprimiamo la nostra piena solidarietà alla consigliera Graziella Giacon che ha sempre lavorato, in tutti i suoi innumerevoli compiti istituzionali, nella completa serietà e sincerità. Proprio per questo la esortiamo a continuare il suo lavoro con la serenità che l’ha sempre contraddistinta, ricordando a tutti che la legge non prevede dimissioni per queste sanzioni”.
In seguito, il segretario Bianchi è soffermato sulla “gravità” della condanna. “Vero è che in primo grado è stata condannata ad una multa di 200 euro (6 o 7 multe di divieto di sosta), ma ha tutto il diritto di appellarsi alla sentenza facendo valere le proprie ragioni che a nostro avviso ci sono”.
Quindi, Bianchi, rimanda al mittente le accuse: “Il Pd dimostra come sempre che il garantismo è una pratica per pochi, solo per loro stessi e quando fa comodo. Si dimentica che quando alcuni dei loro esponenti sono stati condannati una volta per diffamazione a mezzo stampa e una seconda volta hanno ritenuto di chiedere la remissione di querela, pagando una importante somma a risarcimento, nonché le spese legali, non si sono dimessi e nessuno di noi ha scritto roboanti articoli, neanche chiedendo le dimissioni. Non accettiamo lezioni da parte di persone con visioni così incoerenti e puramente rancorose”.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0