Valganna | 23 Febbraio 2019

Valganna, dopo il blitz i boschi rinascono grazie ai volontari

Un gruppo composto da cittadini, alpini e sindaci ha ripulito questa mattina la località Manera. Presto altri interventi nelle zone ora libere dagli spacciatori

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Un gruppo composto da circa venti volontari, tutti muniti di guanti e sacchi, ha raggiunto nella mattinata di oggi, sabato 23 febbraio, la località Manera situata nei boschi della Valganna, per un’intensa sessione di pulizia suddivisa in due turni di lavoro.

Non un’area qualsiasi quella individuata dai partecipanti (tra di loro cittadini, volontari della Comunità Montana del Piambello, della Protezione civile di Marchirolo e Cugliate e alpini), ma bensì una delle zone maggiormente interessate dalla rete di spaccio sgominata mercoledì nel corso della fase decisiva della cosiddetta operazione “Maghreb”. Un successo coordinato dai carabinieri di Luino, a margine del quale sono state emesse quattordici misure cautelari.

Il blitz delle forze dell’ordine ha sicuramente inflitto un duro colpo al sistema che da tempo aveva preso piede tra gli alberi in diversi boschi del nord della provincia, dove gli spacciatori, stabilendo un rapporto di connivenza e complicità con i numerosi clienti, in molti casi persone al di sopra di ogni sospetto, erano giunti a creare veri e propri accampamenti passati al setaccio dai militari grazie anche al fondamentale supporto del 10° Genio Guastatori di Cremona, che con l’ausilio di metal detector all’avanguardia hanno portato in superficie le armi da fuoco occultate dai criminali e pronte all’uso in caso di evenienza.

Quel che resta dei bivacchi abusivi, come documentato nei giorni scorsi, riflette una delle priorità – sommata alla lotta allo spaccio – per cui l’operazione Maghreb ha preso piede: restituire le aree verdi oscurate dal crimine ai legittimi proprietari: le comunità dell’Alto Varesotto. Per questo i cittadini hanno scelto in un certo senso di “ricambiare il favore”, dando vita ad una seconda operazione connessa a quella svolta dai carabinieri, e finalizzata al ripristino del terreno inquinato da rifiuti e sporcizia di ogni tipo, quella prodotta dai malviventi durante la lunga occupazione e i turni di vedetta per la gestione del flusso quotidiano di tossicodipendenti in cerca di dosi di cocaina ed eroina e buste di fumo e marijuana.

Sul posto nella mattinata di oggi, a testimonianza della necessità di mandare un segnale preciso, quello di una vittoria corale che appartiene a istituzioni e residenti, anche i sindaci Bruna Jardini (Valganna) e Angelo Filippini (Cugliate Fabiasco), accompagnati dall’assessore di Comunità Montana del Piambello con delega alla Protezione civile, Omar Algisi, scortati insieme ai volontari, per ovvie ragioni di sicurezza, dai carabinieri della compagnia di Marchirolo.

Un ultimo particolare è degno di nota in questo articolato quadro fatto di legalità, rispetto dell’ambiente e amore per il territorio. Data la prospettiva di ripetere al più presto l’esperienza odierna nelle altre zone ora libere dal traffico di sostanze, l’amministrazione di Cugliate pare intenzionata ad intavolare un dialogo con il Club Alpino Italiano per inserire altri sentieri e mulattiere (tra queste figurano anche resti dell’antica Linea Cadorna), nel già ricco schema sentieristico dell’associazione. Un’autentica rinascita per questi boschi, un nuovo punto di partenza per tutti.

(Foto dalla pagina Facebook “Sei della Valganna se”)

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