Castello Cabiaglio | 20 Febbraio 2019

Droga nei boschi dell’Alto Varesotto: c’è di tutto tra la Valcuvia, la Valmarchirolo e la Valganna

Sin dall'alba i Carabinieri, insieme al 10° Genio Guastatori, hanno rastrellato le aree boschive. Oltre ai bivacchi, trovate pistole pronte per l'uso ed anche un fucile

Droga nei boschi dell'Alto Varesotto: c'è di tutto tra la Valcuvia, la Valmarchirolo e la Valganna
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Camminare in lungo e in largo, lasciandosi la provinciale alle spalle, e costruire con mesi e mesi di attività veri e propri bivacchi, destinati allo spaccio di droga. Aree intere incontrollate dove la natura fa dà padrona, ma allo stesso tempo lascia campo libero agli uomini di modificarla a proprio piacimento. Così sono proliferate, fino ad oggi, le attività di spaccio e la vendita di hashish, marijuana, eroina e cocaina nelle zone boschive del nord della Provincia.

Questa la situazione nei boschi dei comuni di Marchirolo, Montegrino Valtravaglia, Marzio, Castello Cabiaglio, Cunardo, Cugliate Fabiasco e Brusimpiano che, sin dall’alba, sono stati interessati dai rastrellamenti dei Carabinieri della Compagnia di Luino, con il supporto dei Carabinieri Forestali di Luino, Cunardo ed Arcisate e dei colleghi del 2° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Orio al Serio.

Tra le foglie secche è stata scoperta una quantità di materiale rilevante nascosta dagli spacciatori in caso di necessità: oltre ai rifiuti di ogni genere (plastica, vetro, lattine, domopak usato per confezionare le dosi e carta), a dimostrazione delle ore trascorse nei boschi dai malviventi, anche pistole e un fucile, ritrovato nella zona della Linea Cadorna, scoperti grazie all’uso dei metal detector, già impiegati con regolarità nei teatri operativi internazionali, in forza al 10° Genio Guastatori della I Brigata Truppe Alpine di Cremona.

Gli spacciatori erano organizzati minuziosamente in ogni dettaglio: nel terreno tra Brinzio e Castello Cabiaglio, non molto distante dalla SP45, ad esempio, gli operatori hanno rinvenuto anche una batteria di automobile utilizzata per generare corrente ed elettricità, sia per avere luce e sia per poter ricaricare i cellulari, utilizzati per ricevere chiamate e messaggi: decine e decine le carte telefoniche ricaricabili trovate dai militari a terra. Non solo, però, perchè tra la spazzatura, che ha pesantemente compromesso l’ambiente, anche scatolette di tonno, vestiti di ogni genere, griglie per cucinare, una teiera, coltelli e accendini.

Particolare non solo il ritrovamento di alcune tende e coperte, che evidenziano quanto l’attività di spaccio fosse effettuata h 24, ma anche diversi bracieri, carbonella ed un vassoio con due tazze da cappuccino (lo scontrino era datato 14 febbraio), che potrebbero essere stati utilizzati come “merce di scambio”.

Insomma una vera e propria organizzazione che permetteva alla rete di spacciatori di occupare i boschi, ma grazie alle indagini della Compagnia dei Carabinieri di Luino, all’installazione di dieci telecamere, che hanno registrato una mole considerevole di filmati (da luglio ad ottobre del 2017), e alle fototrappole usate dai cacciatori di cinghiali, che fotografavano il passaggio dei malviventi di giorno e di notte, il gruppo è stato sgominato, con la speranza che i sindaci del territorio e gli enti preposti si impegnino per costruire un sistema di videosorveglianza in grado di dotare le forze dell’ordine di attrezzature, per debellare completamente questo grave fenomeno che coinvolge centinaia e centinaia di assuntori di tutte le età ed insospettabili.

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