Non solo l’accusa grave, violenza sessuale di gruppo, ma anche la condanna, cinque anni di reclusione. A raccontarlo, stamane, “La Prealpina“, che ha ricostruito quanto avvenuto la notte del 13 giugno 2014. A farne le spese sono stati due imputati, un 29enne ed un 34enne, entrambi di Maccagno. La condanna è stata emessa in primo grado dal gup del Tribunale di Varese, Alessandro Chionna, al termine di un giudizio con rito abbreviato, che è stata confermata ieri pomeriggio dai giudici della prima Corte d’Appello di Milano.
Una sera d’estate fatta di bagordi quella di questi due giovani, che hanno incontrato in un locale di Luino una giovane studentessa, all’epoca di 17 anni, che era arrivata con alcuni amici. Le due compagnie si sono conosciute e hanno socializzato e la serata al bar è trascorsa senza problemi tra divertimento, risate e qualche cocktail di troppo.
Una battuta tira l’altra, e la giovane è andata via insieme al gruppo di ragazzi più grandi, salendo sulla macchina del 34enne, che ha concluso il suo tragitto in una zona boschiva del territorio di Maccagno. Quello che è avvenuto dopo è stato raccontato dalla giovane durante la denuncia: sì, la 17enne era salita in auto con voglia di divertirsi e attratta dai ragazzi più grandi, ma non si sarebbe mai aspettata di essere bloccata e violentata a turno. Da quanto spiega “Prealpina”, infatti, la ragazzina non sapeva quanti passeggeri fossero presenti, probabilmente a causa dello stato psico-fisico alterato dall’alcol.
Nonostante le differenze nel racconto, evidenziate nell’arringa difensiva degli avvocati Elisabetta Brusa e Marco Lacchin – che hanno posto l’accento sul fatto che i successivi accertamenti in ospedale non hanno appurato violenze -, Prealpina spiega che “la Corte d’Appello ha ritenuto provate le dichiarazioni accusatorie della parte offesa, alla quale è stato concesso un anticipo sul risarcimento di 30mila euro, che le dovranno versare in solido i due imputati“.
Così gli imputati, che sono stati riconosciuti dalla vittima, hanno provato a respingere ogni accusa, ma, per dover di cronaca, sul vestitino della ragazzina, all’epoca, era stato ritrovato tracce di liquido seminale del 29enne. Con la conferma della Corte d’Appello, ora per entrambi i maccagnesi l’ipotesi della reclusione potrebbe concretizzarsi.
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