28 Gennaio 2017

“Giustizia al collasso”, l’allarme del Pg di Milano inaugurando l’anno giudiziario

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“L’amministrazione della giustizia resta al collasso”. E’ il ‘grido di dolore’ che lancia il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso all’inaugurazione dell’anno giudiziario che si apre in mattinata nel capoluogo lombardo.

(popolariperlitalia.org)

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“Giustizia al collasso”, l’allarme del Pg di Milano inaugurando l’anno giudiziario. Pur “apprezzando davvero gli sforzi del Ministro della Giustizia, On. Orlando” così “stando le cose, l’Amministrazione della giustizia resta al collasso” per le “vacanze degli organici del personale amministrativo”. Lo si legge nella relazione del Procuratore generale di Milano Roberto Alfonso per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario. “Invochiamo – scrive il Pg – un intervento urgente e serio del Governo affinché esso adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della Giustizia”. Le infiltrazioni di una “organizzazione criminale”, che avrebbe agito per “agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘Cosa Nostra’, nei lavori di “Fiera Milano spa” sono un fatto “assai grave per la città di Milano”. Lo scrive il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso nella relazione per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario che verrà letta a breve dal magistrato che, dunque, nel suo intervento fa un riferimento specifico alla recente inchiesta della Dda milanese su Fiera Milano.

“Non è lungimirante mantenere un sistema che consente l’accesso in magistratura all’età media di trenta anni, ossia superiore di molti anni rispetto al passato. Ciò è servito soltanto ad allontanare dalla magistratura giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso per accedere in magistratura”. Alfonso critica il “sistema vigente” e lo boccia in quanto “esclude dalla magistratura quei giovani che provengono da famiglie non abbienti, che non possono permettersi di attendere mediamente cinque anni prima di accedere in magistratura. Tutto ciò non è accettabile perché costituisce una discriminazione dal punto di vista sociale ed economico”.

Roma: mafie storiche e nuovi gruppi. “Sono state confermate le presenze delle organizzazioni mafiose storiche, accanto a nuove forme di criminalità organizzata che costituiscono l’aspetto di novità delle recenti investigazioni”. E’ quanto afferma il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Per l’alto magistrato, “la ‘questione mafia’ a Roma non è certamente esaustiva di tutta la ‘questione criminale’, né può dirsi, che la mafia ‘domini’ Roma” tra le varie organizzazioni. In tema di mafia, Salvi aggiunge che continua ad apparire piuttosto come “una realtà estremamente variegata, che riflette la complessità del territorio capitolino”. La Dda di Roma ha individuato “l’ articolazione romana” di una associazione criminale dedita alla tratta degli esseri umani e che gestiva il flusso migratorio a partire dai porti libici. Una struttura criminale, aggiunge il pg di Roma, che gestiva il flusso di migranti “con modalità violente e con danno” per gli immigrati.

Napoli: de Magistris, Stato interrompa le “stele”. “Le ‘stese’ sono particolarmente allarmanti e vanno affrontate soprattutto con gli strumenti preventivi e repressivi dello Stato. Allo Stato bisogna chiedere di interrompere le stese”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in riferimento al fenomeno degli spari all’impazzata a scopo intimidatorio. “Da tantissimo tempo chiedo più mezzi, risorse umane e materiali al Governo centrale – ha affermato – non fu sufficiente la risposta dell’esercito, lo abbiamo detto un anno, fa nonostante le dichiarazioni roboanti dell’allora ministro dell’Interno”. “Noi stiamo dando il massimo sul piano della cultura e del sociale – ha sottolineato – una città in piena riscossa riscossa, però di fronte alle stese e agli omicidi devono intervenire le forze dell’ordine ordinarie e la magistratura, che a Napoli fanno un compito eccellente, ma evidentemente vanno anche rafforzate”.

Torino: risultati Anm insignificanti. “La linea politica seguita dall’Anm deve essere profondamente ripensata” perché l’azione sindacale degli ultimi mesi “ha prodotto risultati a dir poco insignificanti se non negativi”. Così il presidente della Corte d’appello del Piemonte, Arturo Soprano, nella relazione diffusa oggi per l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Torino. “Al di là – dice – di sterili comunicati sovente autocelebrativi e di apparizioni mediatiche di esponenti apicali dell’Anm caratterizzate talora da taglienti uscite, non si rinvengono concrete ed efficaci iniziative”. Soprano si riferisce ai “grandi temi della magistratura, che non sono certamente le ferie” o “il pensionamento a 70 o 72 anni” ma gli interventi “di ampio respiro” per riformare un sistema “ormai decotto”. Il presidente invita inoltre il Csm, i consigli giudiziari e i capi degli uffici “a maggiore attenzione alla questione morale, reprimendo drasticamente e con celerità condotte di chi abbia compromesso in qualche modo il prestigio della magistratura”. (ANSA)

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