Curiglia con Monteviasco | 1 Febbraio 2019

Piero-Lozzo, i sindaci di Agra, Dumenza e Tronzano: “Tanti dubbi sulla stabilità della strada”

In una lunga lettera inviata alla Provincia di Varese, i tre primi cittadini spiegano le loro ragioni, ricostruendo l'iter storico dell'opera che collega i due borghi

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Oltre i problemi legati alla funivia, ancora ferma dopo l’incidente che ha causato la morte di Silvano Dellea, il piccolo borgo di Curiglia con Monteviasco, in questi mesi, è al centro di un altro importante tema, vale a dire quello del potenziale recupero della strada Piero-Lozzo.

Lo scorso 14 gennaio, in comune a Maccagno, si era tenuto un incontro dove il presidente della Provincia, Emanuele Antonelli, e il consigliere delegato e referente del territorio, Marco Magrini, avevano dato il benestare per un progetto che potrebbe recuperare l’arteria stradale che andrebbe a collegare la Veddasca e la Val Dumentina.

Se da una parte il sindaco Fabio Passera si è detto entusiasta di questa possibilità, insieme al collega Ambrogio Rossi, dall’altra, invece, i tre sindaci dell’Unione dei comuni Lombarda Prealpina (Luca Baglioni di Agra, Valerio Peruggia di Dumenza e Roberto Stangalini di Tronzano Lago Maggiore), sin da subito e per molteplici motivi, hanno espresso le loro criticità, come fatto dagli attivisti luinesi del Movimento 5 Stelle, per questo cospicuo investimento che dovrebbe aggirarsi intorno ai 3,5 milioni di euro.

“Abbiamo scelto di inviare una lettera alla provincia di Varese – spiega Baglioni -, con l’obiettivo di mediare tra le parti e non cercare lo scontro. Come evidenziato durante la riunione a Maccagno, non pensiamo che realizzare la ‘Piero-Lozzo’ possa essere giustificata dal creare un collegamento con Bellinzona o dal realizzare un’arteria provinciale secondaria da utilizzare in caso di calamità. Diciamo chiaramente che l’obiettivo è più quello di unire i due versanti della montagna dove scorre il Giona. Crediamo sia più opportuno investire denaro sulle strade già esistenti, per migliorarle, anche da un punto di vista di manutenzione. Se vogliamo costruire questo anello di sicurezza, come già riferito al presidente Antonelli, e rifare il tracciato in salita, sono convinto che andremo nella direzione della corazzata Potëmkin, come avrebbe detto Fantozzi. Penso sarebbe più opportuno cambiare il tracciato iniziale, anche se mi rendo conto che il peccato originale è stato costruire quel ponte a Piero. Sentiti i geologi e alcuni costruttori, inoltre, è probabile che i costi possano lievitare, a causa del tipo di opera da compiere. Non siamo contrari a priori, ma ci sono da studiare bene i costi-benefici dell’infrastruttura. Se poi vogliamo collegare Maccagno a Curiglia e l’obiettivo è quello di compiere la fusione, credo questa sia un’opportunità per i curigliesi, lo dico da tempo. Se vorranno percorrere questa strada solo felice per loro”.

“Io ho due perplessità – spiega il sindaco di Dumenza Valerio Peruggia -: hanno detto che troveranno i soldi da investire, ma stiamo parlando di un ente di secondo livello che è stato snaturato in questi ultimi anni, e lo hanno ridotto così, rendendolo quasi un cappio per i piccoli comuni. Poniamo il caso che la strada sia realizzata; bene, chi farà le manutenzioni necessarie? Chi si prenderà le responsabilità di eventuali rischi e pericoli? Già vent’anni fa si era parlato di questo progetto in Comunità Montana ed era stato votato contro. Le criticità erano emerse, poi, nel 2012, durante l’amministrazione Magrini. Ora ci è stato inviato questo questionario da compilare, ma a certe domande proprio non mi sento di rispondere, non avendo ad esempio competenze sul pericolo idrogeologico. Sarebbe più opportuno chiederlo a professionisti del settore. In secondo luogo, invece, penso sia opportuno lavorare prima sui collegamenti verso Curiglia con mancanza di pullman ed una strada che da anni ed anni non viene sistemata. Che tipo di rilancio potremo avere se non abbiamo quello che serve alla comunità e con il passare del tempo guardiamo inesorabile allo spopolamento del borgo? Rimango basito per questa volontà di sperperare fondi, sarei più felice se si lavorasse insieme ai comuni, realizzando opere necessarie, utili e che abbiano un futuro”.

“Come comuni – afferma il sindaco di Tronzano, Roberto Stangalini -, non siamo direttamente interessati, ma siamo stati coinvolti come appartenenti all’Unione. Io, personalmente, non avrei neanche risposto al questionario inviato da Villa Recalcati. Dico solo che chi l’ha percorsa (la Piero-Lozzo, ndr), dice che è molto complicato; ad ogni tornante bisogna fare manovra, ed è un rischio. Credo sia assurdo, poi, pensare possa essere una via di fuga o una strada utile in caso di calamità. Credo sarebbe più opportuno pensare ad altre opere”.

Ecco la lettera integrale.

Nel porgere riscontro al questionario inoltratoci dalla provincia di Varese – Area 5 – dello scorso 22 gennaio, in merito alla progettualità relativa alla nuova strada provinciale “Piero Lozzo”, i sottoscritti sindaci dei comuni di Dumenza, Agra e Tronzano, in qualità di destinatari dello stesso, ritengono opportuno esprimere a Lei e al consiglio provinciale le proprie valutazioni nel merito della questione.

Innanzitutto riteniamo di non doverci limitare alla mera compilazione del questionario nei suoi punti, ma intendiamo, vista l’importanza potenziale dell’opera, rendere il nostro discorso molto più pregnante e di ampio respiro coinvolgendo tutti Voi, nostri delegati nel consiglio provinciale.

Premettiamo di non essere assolutamente d’accordo contrari alla progettualità né alle potenziali iniziative che investono il nostro territorio: riflettiamo sul concetto che, in via astratta, la messa in comunicazione dei due versanti della Val Veddasca è condivisibile così come ne é condivisibile il suo messaggio unitario.

Rimarchiamo tuttavia una serie di problematiche e perplessità che vi chiediamo di valutare da amministratori. In via generale, ci permettiamo di fare una breve cronistoria di quella che è l’infrastruttura che vede la luce alla metà degli anni ’90, precisamente nel 1996, da parte dell’allora Comunità Montana Valli del Luinese.

Inizialmente l’idea era quella di realizzare un tracciato che passasse vicinissimo all’abitato di Piero – frazione di Curiglia – e ricalcasse, in pratica, il sentiero esistente che congiunge proprio gli abitanti delle due frazioni. In quel frangente furono proprio gli abitanti della frazione Piero di Curiglia a non volere che la strada passasse da quei luoghi. Si è scelto, pertanto, di realizzare il tracciato su un altro versante della montagna, ove attualmente è posizionata con i suoi 3,5 chilometri di lunghezza ed un’ampiezza che permette il passaggio di un solo veicolo. La finalità era chiaramente quella di avere una strada di comunicazione tra i due abitati e che potesse essere utilizzata in caso di emergenza.

Al tracciato così realizzato, che in termini monetari costò, al cambio, il corrispettivo di 935mila euro, venne attribuita la semplice qualifica di strada forestale e successivamente entrò nel novero delle strade Agro Silvo Pastorali.

Nel 2013, la attuale Comunità Montana Valli del Verbano effettuò un’importante opera di messa in sicurezza di alcune parti della strada a causa della franosità del versante concentrata, quest’ultima, soprattutto nel fondovalle e ch ne aveva di fatto ostruito il tracciato. Lo stanziamento per questo intervento fu di 600mila euro. Ed al conto economico si aggiungono le varie manutenzioni susseguitesi negli anni.

Evidenziamo che per queste ultime opere venne commissionata un’indagine geologica del settembre 2012 effettuata dalla società IDROGEA srl. Questa relazione, agli atti della Comunità Montana Valli del Verbano,  che è stata acquistata dai sottoscritti sindaci attraverso regolare accesso agli atti, pone in risalto delle problematiche proprio di ordine strutturale di luoghi ed in particolare dell’area che va dal fondovalle fino alla quota del quarto tornante. Ci pregiamo pertanto di inviarvi il documento evidenziandovi le criticità descritte alle pagine 18, 19 e 20 del capitolo 3, Stato attuale dei dissesti, per una vostra autonoma valutazione e per la verifica complessiva dell’opera così com’è anche in funzione della verifica delle effettiva economicità e fattibilità della stessa.

In via secondaria, i sottoscrittori non ritengono di poter compiutamente rispondere al questionario inviatoci: non riteniamo di poter essere porti interessate poichè l’opera non investe direttamente il territorio che amministriamo e abbiamo dubbi sulla sua effettiva potenzialità, sempre, lo sottolineiamo, con riguardo ai nostri cumini. Suggeriamo che, della questione, per opportunità, dovrebbe essere interessata la Comunità Montana Valli del Verbano.

Gli scriventi si interrogano circa quali siano le finalità intrinseche dell’opera ovvero se la stessa sia finalizzata meramente a mettere in comunicazione – in una sorta di anello di sicurezza – i due versanti della Veddasca (i comuni di Maccagno e di Curiglia che, come detto, ci trovano d’accordissimo in via astratta), o se sia, come riferito anche in sede di riunione del 14 gennaio 2019 e riportato dalle testate giornalistiche, quella di “togliere dall’isolamento i paesi anche in caso di calamità come accaduto nel mese di dicembre a causa di una caduta di massi sulla linea ferroviaria Bellinzona-Luino all’altezza di Maccagno, per la quale i frontalieri hanno dovuto sopportare seri disagi”.

Nel secondo caso, infatti, nutriamo dubbi e ci appare abbastanza improbabile che il frontaliere proveniente da Luino e diretto verso Bellinzona, qualora chiusa per qualsiasi eventualità la strada a lago Luino-Maccagno (SS394), affronti il tracciato che passa per la SP6 inizialmente fino a Curiglia, di lì la risalita della nuova strada provinciale Piero-Lozzo ed infine una volta a Lozzo discenda per la strada provinciale della Val Veddasca (SP5) fino a Maccagno oppure, sempre da Lozzo risalga il confine fino a Indemini (CH) e da lì discenda dalla strada cantonale fino alla strada litoranea. Segnaliamo in questo caso che ci potrebbe essere altre soluzioni.

Tanto vi è dovuto pre chiarezza espositiva a tutto tondo, per rendervi esplicita che la nostra è una posizione assolutamente proattiva e per chiedervi, davvero, una continua attenzione al territorio del nord della nostra provincia.

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