Maccagno con Pino e Veddasca | 27 Gennaio 2019

Maccagno, “La scuola non venga usata per fare campagna elettorale”

Una lettera aperta, quella inviata dalla maestra Marina Perozzi, dove si criticano il sindaco Passera e i contenuti dell'articolo pubblicato venerdì

L’articolo pubblicato negli scorsi giorni, “Maccagno e Gambarogno insieme per il futuro delle nuove generazioni abbattendo i confini“, ha creato non poche polemiche nel paese lacustre, soprattutto all’interno della scuola elementare, dove le maestre che hanno partecipato al progetto hanno voluto chiarire la loro posizione, spiegando nel dettaglio il lavoro fatto insieme ai colleghi ticinesi, e criticando il contenuto del nostro articolo, di aver consapevolmente o inconsapevolmente fatto propaganda al sindaco uscente, Fabio Passera.

Ricordiamo, per dovere di cronaca, che, dopo l’evento dello scorso 19 gennaio, abbiamo pubblicato un pezzo, con un video diventato virale nella piccola comunità di Maccagno, proprio per garantire il diritto di critica e dare voce a tutti, dove un cittadino esprimeva le sue perplessità sulle politiche turistiche del comune

L’idea di scrivere un articolo sul tema, quindi, ci è venuta dopo la presentazione dell’evento di ricandidatura a sindaco di Passera, quando lo stesso aveva accennato a questo bel progetto portato avanti dalle scuole dei due paesi, in un’ottica di confronto e di conoscenza, scambiando idee per superare ogni stereotipo e pregiudizio. Per comodità, dopo aver contattato il sindaco Passera, abbiamo ritenuto giusto farci lasciare una dichiarazione dal suo collega Tiziano Ponti, senza coinvolgere le scuole, cosa che potrà avvenire nei prossimi giorni per approfondire didatticamente il progetto.

Ecco la lettera inviata dalla docente Marina Perozzi.

Caro Direttore,

ti scrivo perché sono rimasta molto sconcertata dall’articolo pubblicato nella mattinata di venerdì 25 gennaio su Luino Notizie “Maccagno e Gambarogno insieme per il futuro delle nuove generazioni abbattendo di confini” in cui si parla del gemellaggio tra la classe quarta della scuola primaria di Maccagno e l’omonima classe ticinese di S. Nazzaro – Gambarogno.

Altrettanta sorpresa e incredulità di fronte alle dichiarazioni del sindaco Passera, che “sta portando avanti con i suoi collaboratori alcuni progetti importanti…”, tra i quali l’”iniziativa culturale messa in piedi grazie alle consigliere comunali Patrizia Villani e Ines Antoninetti”. Segue l’accenno alle prime attività svolte durante un’escursione in territorio elvetico da parte degli scolari italiani. Infine, ciliegina sulla torta, l’affermazione che “organizzeremo un’uscita degli amici ticinesi che ci verranno a trovare in primavera…”. Sì, ho letto bene: “organizzeremo”, in prima persona plurale.

Ma di chi e di che cosa stiamo parlando? Io sono una delle insegnanti della classe quarta della scuola primaria maccagnese, che, con le colleghe Patrizia Villani (in qualità di maestra e non di consigliera comunale) e Antonella Ferrazzo, è coinvolta nel progetto in questione.

Incontrammo a S. Nazzaro, nell’agosto 2018, i docenti e gli amministratori del Gambarogno per tracciare le linee guida del progetto, che fu poi regolarmente presentato alla Dirigente Scolastica dell’I.C. di Luino e approvato in Collegio Docenti, oltre che dal Consiglio di Istituto. Con il Vice Sindaco di Gambarogno Eros Nessi (presente in qualità di ex docente di geografia), Giancarlo Filippini, Direttore dell’Istituto Scolastico e il maestro Tiziano Garbani si concordò di operare senza interferenze o condizionamenti di carattere politico/istituzionale.

Furono organizzate alcune attività nelle rispettive classi e un collegamento in video conferenza tra le due scuole, a cui non partecipò alcun pubblico amministratore, né svizzero, né italiano. Anche l’uscita in territorio elvetico nel mese di settembre non fu pubblicizzata in alcun modo, né con articoli, né con pubblicazione di foto sui social. Il Comune di Maccagno mise diligentemente a disposizione il trasporto e i permessi per l’espatrio dei ragazzi furono velocemente preparati grazie alla collaborazione dei funzionari dell’ufficio anagrafe.

Quel giorno non fu possibile effettuare la tappa all’Alpe di Neggia a causa del forte vento, ma ci fu un’indimenticabile colazione al sacco e passammo un soleggiato pomeriggio a Indemini Svizzera, dedicato alla reciproca conoscenza fra i ragazzi, ma anche l cordiale scambio di informazioni e opinioni tra docenti sui rispettivi sistemi scolastici, sulle abitudini e le tradizioni di due popoli che non sono affatto così lontani tra loro.

Una giornata all’insegna del superamento di ogni stereotipo e pregiudizio, dell’inclusione e dell’attenzione per la disabilità, programmata con cura dai docenti di entrambe le scuole, che ci ha permesso di portare con noi anche un’alunna con grave difficoltà di deambulazione.

Ora sembra che il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca si attribuisca la paternità di questa “iniziativa culturale”, peraltro prettamente scolastica, anche se i rappresentanti istituzionali delle due realtà territoriali ne avevano precedentemente ipotizzato la realizzazione durante i loro periodici incontri conviviali.

Stupefacente leggere, dunque, e guarda caso proprio subito dopo l’evento che ha portato alla ribalta Fabio Passera in occasione della sua ricandidatura alle prossime elezioni, di questa “attenzione particolare posta alla scuola” riferita al gemellaggio con il Gambarogno.

Di solito le priorità che riguardano le scuole, da parte di un’amministrazione comunale attenta ai bisogni di tutti i suoi cittadini, sono rivolte alla sicurezza e all’accessibilità dei locali, per esempio realizzando bagni riservati ai disabili. Lo scorso anno anche la scuola primaria maccagnese fu dotata di due servizi attrezzati per i portatori di handicap e di questo siamo grati all’amministrazione comunale per il lavoro eseguito a regola d’arte. Peccato però che in tanti anni (la costruzione dell’edifico risale alla fine degli anni ’80) perfino quando fu messa a norma la Scuola Secondaria di I grado, ci si sia dimenticati del plesso della primaria.

Fu la segnalazione al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) dell’Istituto a provocare l’intervento del Comune, al quale… Ohps! questa situazione era sempre sfuggita. La notizia della realizzazione dei nuovi bagni per i disabili passò sotto silenzio e nessuno ne ha parlato, né sui quotidiani cartacei né sui social. Ma tant’è: tutto è bene quel che finisce bene, perciò mettiamoci una pietra sopra.

Ma ora questo gemellaggio, sul quale a nessuna delle insegnanti è stato chiesto di raccontare qualcosa in proposito, diventa improvvisamente uno dei fiori all’occhiello per appoggiare la ricandidatura alla carica di primo cittadino del sindaco uscente, grazie anche alla cassa di risonanza dei quotidiani online e al tam tam della rete.

Nel frattempo le motivazioni pedagogico/educative di questo “Ponte tra Stati” sono passate miseramente al ruolo di sfondo nebbioso e indistinto, messo all’angolo dal desiderio di primeggiare e dalla frenesia di mettersi in luce da parte di coloro che non hanno certo bisogno di simili “mezzucci” per ottenere un pugno di voti in più servendosi di una Scuola che in realtà ha sempre meno voce in capitolo nella gestione del “futuro delle nuove generazioni”.

“Venghino, signori, venghino!” Il gran circo mediatico pre-elettorale ha incominciato a suonare a gran fiato le sue trombe, perciò che importa se si diventa, nostro malgrado, strumenti di propaganda elettorale, magari con la complicità più o meno inconsapevole di giornalisti a caccia di scoop?

A me invece importa, eccome! Ecco perché, da qualche giorno, mi ronzano nelle orecchie le parole profetiche di Franco Battiato, che nel 1991 cantava “Povera patria”.

Marina Perozzi

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