Casalzuigno | 10 Gennaio 2019

Samuele, un ragazzo sorprendente che ci farà scoprire il suo autismo

Samuele Lupo, diciassettenne e residente a Casalzuigno, avrà uno spazio all'interno della nostra Community dove racconterà liberamente sé stesso e il suo autismo

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Nei prossimi giorni, all’interno della nostra Community, inaugureremo un nuovo spazio, “L’angolo di Samu”, che sarà interamente gestito da Samuele Lupo, un ragazzo autistico di 17 anni, residente a Casalzuigno insieme ai genitori Giuseppe e Francesca, che frequenta la seconda linguistico dell’ISIS “Edith Stein” di Gavirate. L’idea è venuta a Silvia Oddone, la sua educatrice, che, entrata in contatto con noi tramite Elena, lo segue ormai da qualche anno e che ha potuto constatarne la crescita e la sua maturazione.

All’interno del nuovo spazio Samuele potrà esprimersi liberamente, e racconterà in che modo vive il suo autismo con pensieri, riflessioni, disegni e fumetti. Insomma, un vero e proprio laboratorio virtuale e creativo in cui cercherà di far comprendere e conoscere a tutti i lettori la sua quotidianità.

Samuele – racconta Silvia – è un ragazzo ad alto funzionamento cognitivo, quindi molto intelligente. Grazie a questo ha compreso la sua condizione e ne ha fatto un suo punto di forza. Ha iniziato a leggere, capire, informarsi e scrivere. Non solo questo, però, ma ha anche cominciato a parlare di sé e dell’autismo, disegnando e rappresentando il mondo che lo avvolge e che lo distingue. È un ragazzo sorprendente e ricco di risorse, creativo, propositivo, educato, diligente e appassionato al suo mondo, che ha voglia di scoprire, conoscere e farsi conoscere”.

Ho conosciuto Samuele a scuola tre anni fa – racconta ancora Silvia -. Frequentava la terza media; subito mi è parso un ragazzo molto educato, gentile e disponibile. Rimanevo con lui in classe durante le lezioni, per dargli una mano, per aiutarlo a ‘non perdere pezzi’ durante le spiegazioni. Ma i giorni passavano e io mi accorgevo sempre più delle capacità cognitive del ragazzo, soprattutto nelle lingue. Mi chiedevo come fosse possibile che un ragazzo di 14 anni potesse appassionarsi così tanto e sapere davvero tutto delle lingue straniere”.

“Proprio per seguire questa sua passione, terminato l’anno in modo eccellente, la famiglia ha supportato la passione del giovane, iscrivendolo al liceo linguistico e rendendo sempre più orgogliosi mamma e papà. Un cambiamento importante per qualsiasi adolescente, ancor di più per Samu, che si è ritrovato a dover fare i conti con spazi per lui immensi e tanti, tantissimi ragazzi…piccoli, grandi, geniali, strani, chiassosi. Tuttavia la sua determinazione e voglia di imparare gli hanno permesso, un’altra volta, di condurre un anno positivo, ricco di soddisfazioni e voti eccellenti. Nelle lingue le professoresse rimanevano incantate dal suo sapere. Certo, a volte fatica a farsi capire e deve ripetere un paio di volte quanto detto, ma fa parte del suo modo di essere. Sì, Samu ha una parlata un po’ ‘particolare’… ma l’importante è che alla fine riesca a farsi capire”, racconta ancora Silvia, con grande soddisfazione.

“Ha ottenuto ottimi traguardi didattici, ma non solo, ha fatto passi da gigante anche nello sport, nel coltivare le proprie passioni, emozioni e sentimenti, migliorando la propria autonomia – confessa la sua educatrice -. Samuele è un ragazzo che ama nuotare, si allena tre volte a settimana con estrema disciplina e costanza, per giungere a ottenere grandi risultati durante i campionati nazionali. È appassionato di musica e ama disegnare, spesso, e lo fa quotidianamente. Lo scorso anno, dopo un lungo lavoro, ha imparato ad andare a scuola da solo, prendendo il treno e arrivando in classe in modo indipendente… banale e scontato per tutti i ragazzi che frequentano la scuola secondaria? Sì. Forse. Ma non per lui”.

“Negli anni è maturato e ha fatto un grande lavoro di consapevolezza e sensibilizzazione rispetto alla sua condizione – conclude Silvia -. La sua famiglia è sempre pronta ad aiutarlo, spronarlo, supportarlo. Samuele, infatti, ha capito di non essere malato, ma di vivere in modo diverso, poiché percepisce qualsiasi stimolo, emozione, racconto, vissuto ed esperienza in modo differente, non per questo sbagliato”.

E così, grazie a questa iniziativa, potrà raccontarci tutte le sue sensazioni, nel modo che vorrà, portandoci alla scoperta dell’autismo in punta di piedi, utilizzando la sua arte e regalandoci le sue “opere”.

La rubrica della Community “L’Angolo di Samu”

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