Curiglia con Monteviasco | 14 Dicembre 2018

Monteviasco e funivia, “Quali sono le carenze strutturali? Il borgo potrebbe morire”

A parlare sono alcuni luinesi che hanno a cuore Monteviasco. Alcuni di loro facevano parte del gruppo per la costruzione e della prima cooperativa a gestire la funivia

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Non c’è pace per Curiglia con Monteviasco: dopo la tragedia ora le indagini stanno facendo il loro corso e solo ieri è arrivata la notizia di nove indagati per la morte di Silvano Dellea, vittima dell’incidente dello scorso 12 novembre, mentre stava compiendo alcuni lavori di manutenzione.

Oggi, a preoccupare, però, c’è il destino della funivia e del piccolo borgo di montagna. Nonostante il dissequestro, infatti, l’Ustif non ha dato il nullaosta per far ripartire l’impianto di risalita e sia Comunità Montana che Regione Lombardia si stanno muovendo per capire quali sono gli interventi per la messa in sicurezza e le spese da sostenere.

E proprio su questo piano che alcuni cittadini luinesi, molto legati alla piccola località di Monteviasco, stanno cercando chiarimenti: “Negli scorsi anni – spiegano alcuni signori che hanno fatto parte della cooperativa ‘Montagna Domani’, quella che per vent’anni ha gestito la funivia -, sono stati fatti ingenti interventi e venivano effettuate verifiche e revisioni periodicamente dagli enti preposti. Dopo tanti nostri sacrifici, anche legati alla costruzione del collegamento, voluto fortemente da tutta la comunità negli anni ’80, non riusciamo a capire cosa ci sia, al momento, concretamente a non funzionare. Per questo rivolgiamo, a chi di dovere, alcune semplici domande: quali sono le carenze strutturali? Perché la teleferica non funziona? Perché dopo tanti interventi di manutenzione e revisione non funziona? Quali sono i lavori da fare?”.

Alcuni di questi cittadini, infatti, che non vogliono alimentare problemi ma cercano chiarimenti e risposte, hanno proprio fatto nascere la funivia: qualcuno di loro ha investito propri soldi e si è sacrificato molto per la costruzione, e quindi conoscono appieno tutte le peculiarità dell’impianto. Oggi come allora Monteviasco era a rischio e la funivia era necessaria per salvare il paese e dare una speranza ed un futuro alla sessantina di abitanti presenti. 5 milioni di lire raccolti da parte dei cittadini del paese, per realizzare il progetto da presentare in Regione ed ottenere l’approvazione del progetto.

Così, dopo tante complessità a livello burocratico ed amministrativo, vennero stanziati i primi 200 milioni di lire per la costruzione della teleferica di servizio, anche grazie al grande lavoro compiuto dall’ex sindaco, Pierangelo Rossi. La funivia è stata una tra le più grandi conquiste per la comunità, almeno degli ultimi decenni. Persone impegnate per un anno e mezzo, scavando a mano, ogni giorno, fino a 400 metri cubi di roccia. Terminati i lavori, però, il comune non sarebbe riuscito a gestire la funivia e allora, ancora una volta, la popolazione insieme, dopo tante riunioni ed assemblee, ha costituito, nel 1989, una cooperativa per gestire l’impianto, gestione che è durata fino al 2009, passata in seguito a Valcuvia Servizi e a sua volta, da qualche anno, alla cooperativa attuale.

Siamo mossi solo dalla passione e dall’amore verso Monteviasco, non abbiamo interessi, ci siamo sempre impegnati per il bene del paese, organizzando feste ed iniziative. Il nostro auspicio è che venga trovata una soluzione a breve, anche a servizio ridotto. La nostra paura – concludono – è che la funivia rimanga chiusa per tanti mesi. Monteviasco potrebbe morire”.

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