(articolo di Maria Grazia Fossati) L’essenza della matematica è la sua libertà. Lo ha detto Cantor, un grande matematico tedesco. La matematica non ha emozioni e neppure pregiudizi razziali. Perché dico questo?
Ho partecipato alla rassegna di immagini, racconti e testimonianze africane “Quando la sabbia ricade sulle dune del cuore”. La rassegna è stata organizzata dalla Biblioteca di Laveno, con il patrocinio di Agrisol Servizi.
Nella prima parte, il professor Valerio Raffaele, Presidente AIIG di Varese, geografo e insegnante ha inquadrato la tematica dei flussi migratori mondiali nelle sue varie dinamiche, e, a seguire, un bellissimo documentario ha parlato della storie di immigrati che si giocano ogni giorno la vita in un percorso spesso impossibile.
E cosa mi ha colpito come un’evidenza “perfetta”? Un numero! L’ottimo relatore, a margine della sua esposizione, ha invitato il pubblico ad effettuare una semplice operazione aritmetica. Quanti sono i comuni italiani? Quanti gli immigrati in improbabile accoglienza? Questa divisione, che ovviamente è solo una provocazione, racchiude la soluzione di tutti i problemi politici, sociali, religiosi e, chi più ne ha più ne metta, del popolo italiano, rispetto al fenomeno dell’immigrazione.
Il numero è chiaramente molto piccolo. Spalmati in modo “matematico”, quindi non influenzato da paure create ad arte da politici di basso profilo, gli immigrati quasi scomparirebbero nei nostri paesi e potrebbero essere accolti, gestiti, tollerati, capiti e magari apprezzati, e azzardo…. perfino amati! Tanti italiani ragionano già così. Ma l’informazione che passa è fuorviante. E pensare che basta un numero per destare la coscienza!
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