Sono state approvate ieri sera, durante il consiglio comunale convocato urgentemente, le convenzioni attuative del progetto Smart Border, “La frontiera intelligente”, che ha come finalità l’armonizzazione e lo sviluppo dei collegamenti sostenibili sul territorio e che ha visto come protagonisti i comuni di Luino e di Gambarogno, in Ticino. A votare favorevolmente la maggioranza, astensione per i consiglieri di minoranza del gruppo “L’altra Luino” e Pietro Agostinelli.
Il progetto “Interreg”, totalmente finanziato dall’Unione Europea, porterà nelle casse dei due comuni lacustri ben 1,8 milioni di euro, di cui 1.745.000 solo a Luino, che è il capofila: con questo intervento, come sottolineato dall’assessora ai Trasporti, Alessandra Miglio nella presentazione (redatta dall’architetto Stefano Introini), “si andrà a sviluppare una pianificazione strategica nella zona dell’Alto Verbano e del Ceresio occidentale, per agevolare e promuovere il trasporto pubblico (su ferro e gomma) e diffondere la mobilità dolce, quale opportunità di miglioramento della qualità della vita, valorizzando le risorse naturali e paesaggistiche, mitigando così l’impatto del trasporto individuale motorizzato dei lavoratori transfrontalieri e dell’attrattività turistica”.
Il progetto opererà sull’integrazione dei sistemi di trasporto, pubblici e privati collettivi, coinvolgendo le diverse autorità, enti e territori interessati: “L’obiettivo – continua Miglio – è l’accesso sostenibile alla città garantendo un Park&Ride a Luino, vera stazione di cambio. Un piano strategico, attraverso l’elaborazione di un masterplan, volto alla valorizzazione delle risorse naturali e culturali che offra un’attrattività. La valorizzazione delle reti di trasporto esistenti, superando i disagi legati al traffico veicolare dei lavoratori frontalieri con politiche comuni e condivise”.
A questo poi si aggiunge l’integrazione infrastrutturale per migliorare l’accessibilità e l’attrattività del trasporto pubblico e collettivo privato: l’esigenza è quella di assicurare a Luino, quale snodo dei collegamenti verso il Gambarogno (Locarnese) e il Bellinzonese e verso il Luganese attraverso il lungo Tresa, un parcheggio di interscambio di almeno 450 posti, di cui nuovi circa 300, sulle aree ferroviarie dismesse della Stazione. Infine, lo “Smart Land“, quale azione strategica volta a disincentivare l’uso dell’automobile sul territorio, che interagisce più con le persone e le loro relazioni, che con la tecnologia, fondata sulla collaborazione di questa regione di confine. Un approccio multidisciplinare alle tecnologie multimediali, quali totem, segnalatori, pannelli informativi, ecc., che non siano specializzati ma flessibili e multi informativi: sarà possibile con applicazioni smartphone e/o con specifiche postazioni cogliere le opportunità sul trasporto, informazioni sugli eventi culturali, prenotare le biciclette, biglietti integrati di navigazione, ferrovia e bus per la regione di confine, quindi conoscere in tempo reale la disponibilità dei parcheggi.
A questo, poi, si aggiungerà l’adeguamento del parcheggio presso la “Quinta Locale”, ma la parte più interessante del progetto, chiude Miglio, “è che con quei fondi potremo finanziare lo studio per il collegamento del sottopasso tra via XXV Aprile e via Cairoli, che sarà costruito da RFI il prossimo anno. Un progetto che ci permetterà di far interagire meglio la viabilità nel centro cittadino.
Grandi perplessità da parte della minoranza, che pur condividendo la bontà del progetto, in coro unanime, con gli interventi di Enrica Nogara, Giovanni Petrotta, Franco Compagnoni e Pietro Agostinelli, ha acceso i riflettori sulle criticità legate al degrado della stazione e al pessimo collegamento ferroviario tra Luino e Gallarate, con continui ritardi e soppressioni dei treni.
“Se il progetto è sviluppare turismo e diminuire il traffico veicolare – spiega Nogara -, ci sono un po’ di paradossi. I treni sono messi male, la stazione è un pessimo biglietto da visita, da paese del terzo mondo, in più la biglietteria: si parla di un lavoro che faccia incrementare del 20% la vendita di biglietti e invece è spesso chiusa. Inoltre, non capisco tutta questa urgenza di convocare il consiglio comunale: ci potrebbe essere la possibilità che la Comunità Europea blocchi questi fondi se non rispettiamo i dettami sulla legge di bilancio che il nostro governo sta approvando? Vorrei capire in che modo siamo inseriti nell’ingranaggio”, chiude la consigliera Dem.
Dello stesso avviso è il consigliere Giovanni Petrotta, che però attacca la Lega: “Il servizio di collegamento treni con Gallarate e Milano è disastroso, anche i bus sostitutivi sono lerci. Ma io mi chiedo, che figura ci facciamo con i turisti? La Lega, che governa da anni Regione Lombardia e che in gran parte è responsabile, quando risolverà i problemi sulla tratta? Quando verranno stanziati dei fondi? La cosa triste è che verrà implementato il trasporto merci, mentre i passeggeri sono costretti a raggiungere Cittiglio, Laveno e Varese per prendere il treno e andare a Milano”.
Il dottor Franco Compagnoni, invece, plaudendo al progetto Interreg, che già in passato ha portato cospicui fondi sul territorio, paragona i problemi del servizio sanitario a quelli dei trasporti, anche se quest’ultimi sovrastano i primi. “Un’epoca piena di paradossi la nostra, in cui in modo ridicolo le strutture grandi vanno contro le piccole, così come le importanti linee ferroviarie a dispetto delle nostre. Non si può stare 40 minuti fermi bloccati in galleria, al freddo, al buio e senza linea telefonica. Situazioni che gridano vendetta. Non è ammissibile. Bravo il sindaco ad aver detto chiaramente che questa è una vergogna nazionale”.
Critico sul tema anche il consigliere Pietro Agostinelli, che cita il programma elettorale di Pellicini, dove si parlava di palazzetto dello sport, di centro termale e di campo da golf. “Ad oggi niente di tutto questo, ma si parlava anche della linea ferroviaria e di difendere e potenziare il trasporto verso Milano e la Svizzera. Una grande città si vede dalla capacità di progettare una mobilità dolce, ma sostenibile, che venga incontro ai bisogni dei cittadini. Ma vi siete mai chiesti quali siano? Perchè non sono stati interpellati i cittadini? Perché non rivolgersi a qualche professionista di mobilità per chiedergli quali sono i veri bisogni? Bene il parcheggio di 400 posti che sarà realizzato, ma se non ci sono treni per andare a Milano per pendolari, studenti e cittadini, sarebbe utile attivarsi concretamente per chiedere un maggiore impegno ad RFI e Regione Lombardia. In caso contrario il traffico merci sarà sempre più avvantaggiato ai danni dei passeggeri”.
Nel progetto Interreg, inoltre, sarà assunta una persona, messa a budget proprio dai fondi regionali. “Il coinvolgimento dei cittadini – chiude l’assessora Miglio – è parte integrante del progetto e saranno messi in campo diversi strumenti per interessare la comunità. Sui trasporti e sul servizio disastroso ai passeggeri, c’è poco da dire: è evidente a tutti: Si fa fatica a fare manutenzione, da parte di RFI, e si fa fatica a garantire un servizio quotidiano decente da Trenord. Dobbiamo difendere la linea, lo facciamo da anni, ma anche la burocrazia italiana ci mette del suo, ci sono problemi infiniti che continuiamo a sollecitare agli organi competenti”.
Ad intervenire, concludendo la seduta, è il sindaco Andrea Pellicini che facendo i complimenti all’assessora Miglio, reputa corrette anche le osservazioni della minoranza, parlando del problema Trenord come un grande disagio a livello regionale. “Bene ha fatto il presidente Fontana a chiedere investimenti al Ministero dei Trasporti sulla rete lombarda, lo Stato infatti ha investito pochissimo in questi anni. Ho richiesto un incontro con tutti i sindaci e gli attori protagonisti, dobbiamo capire qual è il piano industriale di Trenord per il sostegno al trasporto sulla nostra linea. Non esiste un servizio ferroviario garantito dai bus, il treno è fondamentale. L’Arcisate-Stabio è competitiva per i collegamenti con Malpensa, sarebbe stato meglio per noi non fosse stata attivata. Sulla Luino-Gallarate è ormai otto mesi che siamo costellati da ritardi e soppressioni. Non si può andare a Varese, Laveno e Cittiglio per prendere il treno e andare a Milano. È una vergogna”.
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