“Da anni la Lega dei Ticinesi e l’UDC (Unione Democratica di Centro, ndr), fanno campagne razziste contro i frontalieri italiani che ogni giorno attraversano il confine italo-svizzero per lavoro. Adesso che si preparano le elezioni cantonali, rispuntano volantini estremamente offensivi verso italiani ed europei. Io sono di Maccagno, dieci minuti di macchina dalla Svizzera, la situazione la conosco bene. Ci ritraggono come ratti, per l’appunto ratti che ballano alle spalle del sistema economico svizzero, come recita lo slogan “Bala i ratt”. All’indecenza non c’è mai un limite“.
Inizia così la nota che il deputato del Movimento Cinque Stelle, Niccolò Invidia, ha firmato in data odierna per commentare la mossa dell’ultradestra rossocrociata, inserita tra gli accorgimenti strategici e “attira consensi” in vista del voto del prossimo aprile, e rispolverata a due passi dal confine sotto forma di volantini dal contenuto xenofobo, esclusivamente rivolti ai frontalieri, che già in passato hanno contribuito a creare tensioni tra Italia e Svizzera. Tensioni sfociate, nel 2010, persino in una profonda crisi istituzionale tra i paesi.
“Se la Svizzera, paese con otto milioni di abitanti (due milioni in meno della Lombardia), pensa di non avere bisogno della manodopera italiana – prosegue Invidia nel suo messaggio – ha fatto male i conti. Si stima che siano 65mila i frontalieri italiani che ogni giorno si recano oltre confine per lavoro. Certo, la Svizzera ha tutto il diritto di manifestare tramite dei referendum popolari le necessità dei suoi cittadini, e anche noi del Movimento 5 Stelle aspiriamo a questo per l’Italia. Ma far passare il concetto che dei lavoratori regolari siano dei ratti è completamente fuori dalla realtà”.
Il giovane parlamentare pentastellato prosegue dunque il suo sfogo prendendo le difese di tutti i lavoratori che attraversando quotidianamente la dogana contribuiscono al mantenimento del benessere svizzero, presi di mira in modo sicuramente poco istituzionale ma facendo leva su un tema, quello dei frontalieri, che rimane forte ed attuale nel dibattito pubblico, anche fuori dal Ticino.
“Tra gli italiani che attraversano il confine – sottolinea Invidia – non ci sono solo operai, ci sono anche imprenditori che hanno creato lavoro in Svizzera, anche per gli svizzeri. Le casse svizzere beneficiano della presenza italiana. Certo, le mele marce esistono ovunque e il lavoro dei frontalieri deve essere meglio regolamentato, ma questa campagna anti-italiana rimane comunque una cazzata indefinibile. Il lavoro istituzionale e diplomatico tra il nostro paese e la Svizzera è in corso. Attualmente, assieme al deputato comasco Giovanni Currò, abbiamo ottenuto un blocco alla ratifica in Parlamento dell’accordo del 2015 che conduce ad una doppia tassazione dei lavoratori frontalieri. Non di meno, ho presentato degli emendamenti nella Manovra di Bilancio per i sussidi di disoccupazione dei frontalieri e presto presenterò un’interrogazione sui fondi che spettano a questi”.
Precisazioni ritenute doverose, quelle di Invidia, a dimostrazione del fatto che la questione risulta ancora prioritaria su entrambi i versanti, e che è giusto nonché utile alla collettività discuterne con i toni e gli strumenti che consentono agli atti concreti di scavalcare futili polemiche e offese gratuite.
“Altre iniziative seguiranno il prossimo anno – conclude il deputato originario di Veddo – nelle quali coinvolgerò anche Bruxelles. Continuiamo a lavorare e lasciamo gli altri ballare“.
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