Luino | 3 Novembre 2018

Business illecito di cellulari, indagini iniziate dopo un furto alla Vodafone di Luino

Un autentico vaso di Pandora che, da un furto avvenuto in via Vittorio Veneto, ha smascherato un giro di affari che riguardava Milano, la Toscana e il Sud Italia

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Quattro anni di indagini, iniziate nel 2014 da un furto di tre smartphone, quando era uscito l’iPhone 6, avvenuto in via Vittorio Veneto, presso il noto rivenditore di telefonia e servizi, la Vodafone di Luino.

Una denuncia che, arrivata al commissariato della Polizia di Frontiera di Luino, aprirà poi un autentico vaso di Pandora , svelato iericon numerosi criminali sparsi per tutta Italia, dal Sud Italia a Milano, che attraverso società in fallimento, che venivano affidate a “prestanomi”, soprattutto pugliesi, avevano creato un vero e proprio business illecito di vendita di smartphone, tablet, pc e tanti altri mercati, come gli investimenti e l’idraulica.

I poliziotti, dopo aver tracciato i tre iPhone 6 rubati alla Vodafone di Luino, hanno scoperto che due smartphone erano in uso a ragazze di Milano, mentre il terzo era in Francia. Ottenuto il decreto di perquisizione, sono stati informati dalle donne milanesi che avevano acquistato con fattura i telefoni in un negozio gestito da un uomo pakistano, nella zona della Stazione Centrale di Milano.

Così i poliziotti hanno ordinato tre telefonini e il giorno della consegna del fornitore, erano presenti e hanno bloccato l’uomo. I telefonini di ultima generazione che aveva portato, infatti, appartenevano ad una partita di devices acquistati da una ditta ignara di questa spesa. Effettuata l’analisi forense del cellulare privato dell’uomo sono stati svelati contatti ovunque, che accertavano come il gruppo fosse organizzato: c’era chi siglava i contratti, chi ritirava i dispositivi e chi li vendeva.

Uno di questi, presumibilmente il capo del gruppo criminale, era già noto all forze dell’ordine, essendo pluripregiudicato e condannato per associazione mafiosa. Le ditte fornitrici, quelle in liquidazione e “gestite” dal sodalizio criminale, inoltre, ordinavano la merce dalle grandi aziende telefoniche, per poi sparire una volta arrivati i prodotti. Così le società (Vodafone, Tim, Wind, etc.), bloccavano i cellulari e i clienti non potevano più utilizzare lo smartphone acquistato “regolarmente”. Numerose le denunce arrivate anche in altri parti d’Italia e che sono al vaglio della magistratura.

Gli inquirenti, così, hanno ricostruito tutto il business illecito che girava attorno al gruppo, certi della responsabilità di undici soggetti che avrebbero truffato non solo società telefoniche, ma anche ignare aziende di altro genere. L’obiettivo era quello di ottenere la fornitura di prodotti di elettronica e telefonia da rivendere a privati acquirenti e a negozianti compiacenti, creando in questo modo un danno alle società telefoniche che la Polizia di Luino ha stimato in oltre 400mila euro.

Le undici persone indagate sono state denunciate a piede libero per i reati di truffa aggravata e ricettazione dalla Procura della Repubblica di Milano, che coordina le indagini. Un danno a società telefoniche, e non solo, stimato in oltre 400.000 euro.

L’indagine della Polizia Giudiziaria di Luino , utile sottolinearlo, non ha riguardato nessun negozio luinese.

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