Dopo l’allarme lanciato dalla Polizia Cantonale, relativo all’aumento di furti a piccole e medie imbarcazioni sulle acque del lago Ceresio e del lago Maggiore, nella notte di lunedì scorso due “motori fuoribordo” (quelli presenti sulle imbarcazioni tra i campi boe), sono stati rubati a Maccagno con Pino e Veddasca, in località Poggio, nei pressi di Zenna. Si tratta di un Mercury da 40 cavalli e tre cilindri, dal valore di 5mila euro se comprato nuovo, compreso di batteria, e di un Yahama 25 cavalli 4 tempi, dal valore di 2500 euro.
Le modalità sembrano sempre le stesse: i ladri, al calar della notte, arrivano con un furgone nei pressi dei pontili e con piccole imbarcazioni si dirigono verso le boe. Entrambi i mezzi vengono impiegati per nascondere la refurtiva che viene portata via staccandola dal natante tramite l’uso di cesoie o con attrezzi a lama calda, che tagliano lucchetti e fili collegati ai motori. Spesso, però, staccano le imbarcazioni (in prevalenza di proprietà di stranieri) dalla boa, le portano a riva, rubano i motori e poi lasciano alla deriva le barche.
Così capita che i Carabinieri della Compagnia di Luino, grazie all’uso della motovedetta CC 271, e i responsabili dei cantieri nautici della zona debbano uscire in acqua per recuperare le barche. I malviventi, seguendo le statistiche citate dalle forze dell’ordine, sono in prevalenza originari dell’est Europa o dell’area dei Balcani. Per il momento si contano pochi arresti compiuti, e per il solo Ticino i furti ammontano a circa una settantina dall’inizio dell’anno.
Ad essere colpita, però, è anche tutta la fascia al lago del Verbano: lo scorso mese, infatti, a Germignaga, è stato rubato un altro motore, sempre un Yahama dal valore di diverse migliaia di euro. Già la scorsa estate, però, avevamo parlato della grave situazione in cui versava la Nautica Verbano, che denunciava l’emergenza legata alla sicurezza, per la quale era stato più volte colpito il deposito di imbarcazioni con numerosi furti verificatisi non solo in acqua, ma anche nella struttura in riva al fiume Tresa. Una preoccupazione, quindi, che riguarda tutto il territorio dal basso Verbano fino a Locarno.
Dal canto loro, invece, nella zona del luinese, i Carabinieri effettuano controlli sul lago regolarmente, sia nelle ore notturne che in quelle diurne, cercando di contrastare il fenomeno dei furti e di trovare, se possibile, gli eventuali ladri, che ormai “lavorano” su tutto il territorio del Verbano, da Zenna a Sesto Calende. Si raccomanda, però, a tutti i cittadini, in qualsiasi caso di pericolo o di situazione ambigua, di contattare prontamente il 112, affinché le forze dell’ordine possano intervenire e cogliere in flagranza di reato i malviventi che continuano a colpire le acque del lago Maggiore.
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