È in programma per sabato 15 settembre alle ore 17, la presentazione del libro di Fabio Scotto “La nudità del vestito”, alla Biblioteca Civica di Luino, dove a introdurre e dialogare con l’autore sarà Paolo Gussoni.
Scotto, nato a La Spezia nel 1959, vive a Varese ed è critico letterario e saggista, è autore di vari studi sulla letteratura francese tra Settecento e Novecento. Il poeta, inoltre, insegna Letteratura francese all’università di Bergamo e ha pubblicato diverse raccolte e numerosi libri d’artista tradotti in varie lingue.
Nel libro che presenterà sabato, “La nudità del vestito”, è importante la fisiognomica dello sguardo data ai visi della poesia. Infatti, sia partendo dalla fine (il non-volto del poeta, che il ragazzo cieco Tommy svela in epilogo) sia dall’inizio (il volto ambrato di donna), l’opera inizia e termina con la parola “il volto”. Sembra quasi che il poeta voglia dare un testo a fronte alla sua transitorietà, una descrizione obbligata, un’indicazione di passaggio, un filo di Arianna, che porti al centro della parola poetica, volta al profilo naturale di un viso.
Ed il mondo reale è descritto da un tocco leggero che si fa parola, attraverso l’osservazione lungo i viaggi che non sono solo quelli fisici del poeta, ma tutto quel che si vorrebbe trattenere o rievocare attraverso le parole della poesia.
Un libro, quello di Scotto, dal fine linguaggio che tocca punte di lirismo senza nulla togliere alla linearità della prosa, ricco di suggestioni colte, di controfigure “dell’Altrove” di cui è composto il testo. “Quello che conta è la parola girovaga che sottrae a ogni vero o falso sembiante il puro spirito (l’aspetto o i lineamenti del volto: Tiresia, che mutò sembiante [Dante]), per donarsi alla poesia, vera protagonista di questo libro”, ammette l’autore.
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